Abusi sessuali da un religioso quand’era ragazzo. Prete austriaco denuncia dopo quarant’anni: «Sono il primo, ma non l’unico»

Abusi sessuali da un religioso quand’era ragazzo. Prete austriaco denuncia dopo quarant’anni: «Sono il primo, ma non l’unico»

Anno Schulte-Herbrüggen, sacerdote della Diocesi di Innsbruck, ha reso nota la violenza avvenuta all’Ordine Teutonico a Lana, in Alto Adige

mercoledì 10 dicembre 2025di Redazione web

Abusi sessuali da un religioso quand'era ragazzo. Prete austriaco denuncia dopo quarant'anni: «Sono il primo, ma non l'unico»

LANA (BOLZANO) – Oggi Anno Schulte-Herbrüggen è un sessantenne, prete della Diocesi di Innsbruck in Austria. Quarant’anni fa invece, quando di anni ne aveva 19, aveva appena cominciato il percorso per diventare sacerdote. Proprio a quell’epoca, durante un soggiorno all’Ordine Teutonico a Lana, in Alto Adige, il prelato austriaco ha denunciato di essere stato vittima di abusi sessuali da un religioso.

Per decenni ha taciuto, colpevolizzato anche dal suo stesso fratello. Nel 2022 ha invece deciso di denunciare e rendere pubblica la vicenda, ottenendo il supporto della Diocesi e il riconoscimento dell’abuso da parte dell’Ordine Teutonico.

La vicenda

«Sono il primo sacerdote in Austria ad osare questo passo, ma sono convinto di non essere l’unico» ha detto il prete cattolico all’emittente pubblica Orf, le cui parole sono poi state riprese da Ansa. Il prelato ha raccontato che l’abuso avvenne nella sua stanza e che l’abusante agì «in modo mirato». Tornato a casa si confidò con un confratello, ma gli fu risposto – riporta sempre il sessantenne – che la colpa era sua poiché le inclinazioni omosessuali e pedofile dell’aggressore erano note. In gergo tecnico l’allora ragazzo non solo avrebbe subito l’abuso, ma anche una vittimizzazione secondaria, sentendosi dire che sarebbe stato lui a dover evitare che l’abusante entrasse in contatto con lui. A quel punto il ragazzo aveva taciuto, continuando a farlo per tutto il resto del suo percorso ecclesiastico.

La denuncia

Nel 2022, tramite lo sportello del Centro di ascolto della Diocesi di Bolzano-Bressanone, Schulte-Herbrüggen aveva segnalato l’accaduto all’Ordine Teutonico, che si è fatto carico dei costi della terapia e da allora è rimasto in contatto con il prete. Poi ha anche deciso di denunciare pubblicamente i fatti «per dare coraggio agli altri». La Diocesi di Innsbruck ha espresso al sacerdote «rispetto e riconoscimento» per il suo «passo coraggioso». Il fatto che egli «renda pubblica la sua storia personale è un forte segno di apertura e responsabilità» si legge in un comunicato. L’Ordine Teutonico «riconosce il grave abuso subito dalla vittima, sostiene il processo di elaborazione, si è già assunto i costi della terapia e invita eventuali altre vittime o persone informate a segnalare i casi sospetti alle autorità competenti in qualsiasi momento». Nella primavera del 2025, su sua richiesta, si è tenuto un colloquio personale a Bolzano, al quale hanno partecipato anche lo psicoterapeuta della vittima e il vescovo diocesano Ivo Muser. «Riconosciamo la sofferenza e l’ingiustizia inflitte al sacerdote Anno Schulte-Herbrüggen e lo sosteniamo nel suo percorso di elaborazione. Condanniamo senza riserve gli abusi sessuali» ha dichiarato il priore dell’Ordine teutonico, P. Christian Stuefer. Secondo l’Orf, la Commissione Indipendente austriaca per la Tutela delle vittime ha gestito dal 2010 ad oggi 3.600 segnalazioni di presunti casi di abusi in ambito ecclesiale in Austria.


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