È morto Gianni ‘radiolina’: «La piazza di Treviso gli voleva bene»
Giovanni Vianello, conosciutissimo in città, si è spento all’età di 64 anni: dopo il Covid era ospite di una Casa Famiglia
mercoledì 10 dicembre 2025di Paolo Calia

TREVISO – La piazza perde un suo personaggio, una di quelle figure magari bizzarre ma che hanno saputo entrare nel cuore di tutti. È morto Giovanni Vianello, per tutti “Gianni radiolina”: aveva 64 anni e da qualche tempo era ospite in una casa famiglia.
IL PERSONAGGIO
In città lo conoscevano tutti, anche se ormai da molto tempo non lo si vedeva praticamente più. Andava in giro a piedi portandosi dietro una vecchia radio sempre accesa. Berrettino in testa, fisico corpulento, espressione gentile, sorriso perenne. Salutava tutti, parlava con tutti. E quando ti fermava la premessa era: «Ciao amico, hai un euro?». Negli anni Novanta erano “mille lire”. Qualcuno gli dava qualche moneta, altri no. Ma non era questo l’importante. Tutti coglievano la sua bontà d’animo e si fermavano almeno a scambiare due parole. E lui era contento. Giovanni, dietro quella sua immagine spensierata, nascondeva il dramma che vive chi ha problemi mentali. Lui ne era affetto dall’età di 18 anni. La famiglia gli è sempre stata vicina, i servizi sanitari pure. In adolescenza ha frequentato le scuole medie Stefanini, poi un corso professionale iniziando a lavorare da molto giovane come operaio. I primi problemi di schizofrenia sono emersi alle soglie della maggiore età, in un’epoca dove affrontare i problemi mentali non era semplice. E tra mille problemi le sue passeggiate lo rendevano felice. «Dopo il Covid Giovanni ha subito un crollo – ricorda la sorella Annalisa – non poteva più vivere da solo e siamo riusciti a trovare una “casa famiglia” dove si è trovato bene. Una volta entrato è diventando subito amico di tutti. Ma quando andavo a trovarlo mi diceva sempre “Mi manca la sua città”».
I RITORNI
E Annalisa allora, nel fine settimana, lo prendeva e lo portava a fare due passi in centro. «Mi sono sempre stupita del fatto che tutti lo conoscessero, lo salutassero con affetto. Gli dicevo “dai, non disturbare”. E lui “ma no, è un amico”. E infatti chiunque si fermava a parlare». La famiglia sapeva della sua mania di chiedere l’euro a chiunque: «Non volevamo che lo facesse, glielo abbiamo sempre detto. Ma per lui era un’abitudine. Quando lo incontrava, fermava sempre Gentilini che lo accoglieva e salutava sempre con calore. Ma si era fatto amico anche le commesse dei negozi, c’era chi gli regalava i campioncini di profumo. E poi con quelle monete che raccoglieva non ci faceva chissà cosa: prendeva un caffè, al massimo un tramezzino. Io non posso che ringraziare la città per come lo ha sempre accolto». I funerali di Giovanni Vianello si svolgeranno domani alle 10,30 nella chiesa di Monigo.
Ultimo aggiornamento: 11 dicembre, 15:25
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