Riccardo Rocco, i genitori: «Aspettiamo la salma di Riccardo in Italia». I fratelli devono ancora vederlo
«Per il rientro ci vorranno dei giorni», mamma Francesca Casanova e papà Angelo, aspettano di ricevere novità
giovedì 11 dicembre 2025di Lorena Levorato

VIGONZA (PADOVA) – «Aspettiamo di sapere quando tornerà in Italia la salma di nostro figlio». Il corpo di Riccardo Rocco, il giovane di 27 anni di Codiverno di Vigonza morto dopo essere stato travolto da un’onda anomale mentre pescava sugli scogli nella riserva naturale di Los Charcones, nella costa meridionale dell’isola di Lanzarote, alle Canarie, non arriverà in Italia prima della prossima settimana.
Sul posto, a seguire le procedure per il rimpatrio di Riccardo, ci sono i fratelli maggiori Silvia e Alberto, arrivati martedì pomeriggio a Lanzarote, che dovranno anche eseguirne il riconoscimento.
A CASA
Intanto nella casa di via Isonzo, mamma Francesca Casanova e papà Angelo, aspettano di ricevere novità. In costante contatto con gli altri due figli alle Canarie. Con i loro volti, affaticati dal dolore, e con la voce dolce e triste allo stesso tempo, tra silenzi e momenti di commozione, raccontano la difficoltà di questi momenti che con il passare delle ore diventano sempre più difficili. La loro forza sono i nipoti, gli altri due figli e i molti amici e conoscenti di Riccardo che stanno loro vicino con una parola, una telefonata, una visita.
«Abbiamo sentito Riccardo per l’ultima volta domenica 7 dicembre attraverso un messaggio vocale dove ci raccontava che tutto stava andando bene. Era felice. Insieme al messaggio ci ha anche inviato alcune foto con i pesci che aveva pescato. E poi, come sempre, il suo saluto era “ti voglio bene mamma, ti voglio bene papà”. Questo era il nostro Riccardo: solare, sempre con il sorriso, buono, sensibile, vivace, allegro. Ma poi era simpatico, scherzoso. Entrava dalla porta e diceva sempre: “ehi, ciao mamma, ciao papà. Sono qui”. La pesca era la sua vita e aveva un’attrezzatura molto ricercata e di valore, e se l’era portata in viaggio alle Canarie».
Il giovane, che al momento dell’incidente era in compagnia dell’amico Giulio Favaretto di Peseggia di Scorzè, nel Veneziano, era un grande appassionato di pesca ed era arrivato a Yaizia, nella costa meridionale dell’isola di Lanzarote, alle Canarie, lo scorso 2 dicembre.
LA GIORNATA FATALE
Nel primo pomeriggio di lunedì 8 dicembre i due amici hanno raggiunto Los Charcones per pescare. Ma mentre erano sugli scogli, verso le 15.50, un’onda killer li ha investiti in pieno trascinandoli in mare dove sono stati risucchiati. Riccardo è stato localizzato al largo da un elicottero. Rianimato sul posto dal personale medico è stato trasferito in gravissime condizioni all’ospedale Doctor José Molina Orosa di Arrecife dove, più tardi, è deceduto. L’amico Giulio, invece, è riuscito a tornare a riva da solo riportando alcune ferite nel disperato tentativo di sopravvivere. Riccardo, che in passato aveva fatto il panettiere, da qualche tempo svolgeva lavori stagionali. I genitori lo aspettavano a casa per il 18 dicembre, in tempo per Natale. Ora non resta che l’attesa, aspettare.
I TEMPI
Anche sui tempi per il rientro della salma. «I nostri figli che sono alle Canarie non hanno ancora potuto vedere il fratello dice ancora la mamma Anche loro, come noi, aspettano di capire quando potrebbero rimpatriare il nostro Riccardo ma sappiamo già che potrebbero volerci giorni e giorni. Prima che partissero per le Canarie ho dato a mia figlia Silvia alcuni abiti per vestire Riccardo perché in viaggio non si era portato molto, per lasciare spazio alla sua attrezzatura da pesca: la sua felpa preferita e ultimo paio di jeans nuovi che si era comprato poco prima di partire. Non riesco ancora a rendermi conto che la sua vita si è fermata così, su quegli scogli».
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