ANCONA Potrebbe essere una corsa a due quella per la gestione dei nuovi terminal crocieristici del porto di Ancona, sia quello provvisorio alla banchina 15 (che realizzerà l’Autorità portuale) che quello definitivo al molo Clementino – il primo è una certezza, i fondi ci sono e sarà pronto nel 2027; l’altro è appeso al Ministero dell’Ambiente e non sarà pronto prima del 2031.
La svolta
Dopo la strigliata dell’Antitrust alla procedura di evidenza pubblica che l’Ap ha emanato sulla base della proposta fatta da Msc, ora in campo si prepara a scendere anche un altro player di caratura globale.
Di nome e di fatto. Nelle scorse ore è stata infatti recapitata negli uffici dell’Autorità portuale (e, per conoscenza, della Regione) una lettera di interessamento firmata da Mehmet Kutman, amministratore delegato della Global Ports Holding, una azienda che gestisce già servizi passeggeri in scali come Barcellona, Liverpool e la nostrana Venezia. Ma non è una manifestazione di interesse tout court. L’azienda aggancia il proprio interessamento ad alcune condizioni, perlopiù legate proprio alle criticità riscontrate dall’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato nella procedura dell’Ap scaturita dalla proposta avanzata da Msc.
L’Antistrust aveva infatti evidenziato come l’avviso pubblico, necessario a raccogliere eventuali contro-offerte migliorative rispetto a quelle della famiglia Aponte, fosse carente della documentazione necessaria a capire cosa Msc mettesse sul piatto, in particolare per il futuro hub al molo Clementino. Minando perciò i principi di leale concorrenza. Lunedì quella documentazione è stata pubblicata, tanto che ci sarà tempo fino a metà febbraio per presentare eventuali altre proposte.
Forse anche quella di Global Ports, che chiede di mettere direttamente a bando la gestione dei due terminal, con condizioni “base” fissate dell’Autorità portuale, senza che invece gli operatori siano invitati a rilanciare sulla base di una offerta già precostituita di un soggetto terzo. Più in generale, Global Ports fa sapere: «La scrivente società manifesta il proprio interesse a prendere parte alla procedure, purché sia emendata delle criticità riscontrate e venga svolga nel rigoroso rispetto delle prescrizioni impartite dall’Antitrust, oltre che dalla vigente normativa». Grazie ai nuovi documenti pubblicati, intanto, sappiamo che Msc ha offerto un canone annuo per la gestione del terminal di 50.000 euro, più 30 centesimi per ogni passeggero gestito. Tralasciando il molo Clementino, l’hub per i servizi ai crocieristi al terminal 15 è stato finanziato dall’Ap per 3 milioni di euro e dovrebbe essere pronto entro il 2027. Ospiterà sia passeggeri di traghetti che di crociere e sostituirà l’attuale tensostruttura, ormai ritenuta inadeguata.
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