ANCONA – Dal braccialetto elettronico al carcere per avere minacciato di morte l’ex compagna: «Vengo a casa, ti ammazzo e mi sucido» le avrebbe detto nonostante il dispositivo che doveva tutelare la donna evitando all’uomo di avvicinarsi a lei. «Lo rompo e vengo da te».
Così il 50enne è stato preso e portato in carcere dalla Polizia su disposizione del Gup del tribunale di Ancona, per evitare che le minacce potessero trasformarsi in un ennesimo femminicidio.Tutto ha avuto inizio nel giugno scorso quando gli agenti della Volante erano intervenuti in una abitazione in centro ad Ancona per una lite in famiglia segnalata dalla figlia minore dell’uomo. I
Quella sera la Polizia ha arrestato il 50enne per maltrattamenti in famiglia e lesioni commessi in danno della moglie convivente che è finita in ospedale con un trauma cranico ed una prognosi di 25 giorni.
Ma l’uomo è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale e lesioni poiché si era scagliato contro gli agenti intervenuti procurando ad uno di essi lesioni personali per cinque giorni 5 e portato a Montacuto.
Il giorno successivo l’indagato è stato scarcerato e contestualmente gli è stata applicata la misura cautelare non detentiva dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ad una distanza non inferiore a 1000 metri, con applicazione del braccialetto elettronico.
Ma non si è arreso: ha continuato a perseguitare l’ex compagna minacciandola di morte.
Nel tardo pomeriggio di sabato 6 dicembre, gli agenti della Squadra Mobile dorica, hanno rintracciato l’indagato in centro cittadino e, dopo le formalità di rito, lo hanno tradotto presso il carcere di Ancona-Montacuto.
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