Brugnaro, i pm: «Sul sindaco prove solide». Lui replica: meccanismo fascista. Domani non sarà in udienza

VENEZIA – «Un meccanismo fascista che può capitare a tutti, ma che ha colpito per la maggior parte, guarda caso, esponenti del centrodestra. In questa vicenda io sono parte lesa: hanno leso i miei diritti costituzionali. Basta avere un teorema e creare una bella suggestione». Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ieri è andato a ruota libera commentando la chiusura dell’inchiesta sul dossieraggio e gli accessi abusivi alle banche dati dell’ex finanziere Pasquale Striano.
Carte girate ai giornalisti del Domani, riprese poi da Report, e che hanno finito per intrecciarsi con l’inchiesta della Procura di Venezia sui presunti finanziamenti irregolari a Coraggio Italia: «Io a luglio 2021 ho fondato il partito e loro a settembre sono andati a verificare queste banche dati, dove ci sono i movimenti bancari che vengono segnalati oltre certe cifre. Ma io ho aziende, movimento somme».
Il sindaco di Venezia ha quindi confermato che domani non sarà all’udienza preliminare, «ma sembra che l’unica teste portata dal mio accusatore, Claudio Vanin, ora abbia ritrattato».
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