Le Marche? Assenti, o quasi, dal report Pendolaria 2025. Assenti, cronicamente, alla voce “frequenza dei collegamenti ferroviari” ma assenti anche nella classifica delle linee peggiori d’Italia dove, in testa, saldamente, si trovano le linee ex Circumvesuviane, segnate da avarie, soppressioni, tagli, sovraffollamenti. Tu chiamale se vuoi consolazioni. In questa graduatoria del disagio seguono la Roma Nord-Viterbo che nel 2024 ha visto oltre 5.000 corse soppresse, la Milano-Mortara-Alessandria, che serve 19.000 persone al giorno, ed è caratterizzata da guasti frequenti e ritardi, e la Catania-Caltagirone-Gela di cui una tratta, la Caltagirone-Niscemi-Gela, è sospesa da ben 13 anni e mezzo.
I dati emergono dall’annuale rapporto di Pendolaria 2025. E le Marche, assenti in questa speciale classifica nera, con appena 285 km di rete ferroviaria regionale, 21.486 viaggiatori al giorno e 156 corse giornaliere ma con un +20% di incremento nel “numero di viaggiatori al giorno tra il 2019 e 2023 (ma che si abbassa allo 0% se si parte dal 2009) possono giocarsi qualche asso. Leggi flotta ferroviaria ed elettrificazione.

Certo – rimarca Pendolaria -, è a dir poco esiguo l’incremento di 120 milioni previsto nella proposta di legge di Bilancio 2025 per il Fondo Nazionale Trasporti, sottofinanziato da anni. In valori assoluti, i finanziamenti nazionali per il trasporto su ferro e su gomma sono passati da circa 6,2 miliardi di euro nel 2009 a 5,2 miliardi nel 2024, ma questi importi restano ben al di sotto delle necessità e rappresentano un –36% se si considera l’inflazione di questi ultimi 15 anni.

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