Dopo i successi del Don Giovanni di Mozart, L’Olimpiade di Pergolesi e dell’opera al debutto assoluto Il giudizio di Paride di Marchettini/Ceresa, la 58esima stagione lirica del Teatro Pergolesi di Jesi prosegue con La bohème di Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, uno dei titoli più amati del grande repertorio lirico.
Gli allestimenti
L’opera, che manca dal Pergolesi dal 2007, andrà in scena domani alle 20,30 e domenica alle 16, dopo l’anteprima giovani che si è tenuta ieri alle 16. Il capolavoro pucciniano si avvale della coproduzione dell’Opéra-Théâtre de l’Eurométropole de Metz, teatro francese che da tempo collabora con la Fondazione Pergolesi Spontini. La regia è di Paul-Émile Fourny, le scene di Valentine Bressan, i costumi di Dominique Louis, luci di Patrick Méeüs, assistente alla regia Noah Vannei. La direzione è affidata a Jacopo Rivani sul podio della Form Orchestra Filarmonica Marchigiana, cantano il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” (maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina) e i Pueri Cantores “Domenichino Zamberletti” (maestro del coro Gian Luca Paolucci). Le vicende dei giovani artisti bohèmiens nella Parigi del 1830 fanno da cornice alla nota storia d’amore tra la giovane Mimì e il poeta Rodolfo, qui interpretati da Elisa Verzier e da Matteo Roma. Nel cast ci sono inoltre Giulia Mazzola (Musetta), Daniele Terenzi (Marcello), al debutto in questo ruolo, Giacomo Medici (Schaunard), Eugenio Di Lieto (Colline), Stefano Gennari (Benoit/Alcindoro), Andrea Pistolesi (Sergente dei Doganieri), Alessandro Pucci (Parpignol e venditore), Bruno Venanzi (Doganiere), figuranti Andrea Altini, Yassine Barri, Renato Moiso, Giulia Salvarani. «Sia nella produzione che nella regia ci siamo ispirati all’universo del film Moulin Rouge! di Baz Luhrmann; alcune scene saranno del tutto allucinatorie. I miei personaggi non saranno “ben presentabili”, saranno veri. In questo rispetto la volontà di Puccini, che desiderava essere il più vicino possibile alla realtà sociale dell’epoca» fa sapere il regista Paul-Émile Fourny. Uno stile industriale, con vetrate da atelier, bulloni, lampadine nude e lampioni, e costumi tra Belle Époque (piume, reti, cilindri e pince-nez) e universo steampunk, evocano nell’allestimento le folli serate di festa parigine, ma anche il disagio vissuto dai giovani protagonisti nelle loro anguste mansarde.
Il panorama
«Un panorama che fa da sfondo – aggiunge Fourny – ad un affresco sociale che tratta del passaggio dalla vita studentesca a quella professionale, del confronto talvolta brutale con il mondo reale. L’opera parla dei tormenti della giovinezza che passa dalla spensieratezza all’angoscia, un periodo di transizione ricco di emozioni e sentimenti. È una radiografia vivente della gioventù dell’epoca, nella Parigi negli anni ‘30 dell’Ottocento, ma anche di una gioventù che esiste ancora oggi, ed esita, alle soglie dell’età adulta, tra ragione e sentimenti… un tema senza tempo». Per la recita domenicale di Bohème è previsto un servizio di “Opera accessibile” con audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti, sopratitoli per persone sorde e ipoudenti. Biglietti di platea e palchi esauriti. La vendita del loggione (15 euro) il giorno stesso di ogni rappresentazione solo alla biglietteria del Teatro Pergolesi. Info 0731206888.
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