ASCOLI – La Provincia di Ascoli va a caccia dei crediti da recuperare riguardo il Tefa, ovvero il tributo che rappresenta una quota di spettanza dell’ente di Palazzo San Filippo sulle tasse per i rifiuti incassate da tutti i Comuni piceni. Una riscossione importante sia per andare a rimpinguare le casse che, con il dissesto finanziario languono e richiedono acrobazie e salti mortali per poter proseguire l’attività amministrativa, sia per regolarizzare anche le posizioni debitorie delle amministrazioni comunali nei confronti di Palazzo San Filippo.

L’avviso
Per questo motivo, la Provincia ha deciso ora di ricorrere ad un avviso pubblico per individuare un soggetto specializzato per gestire tutto il discorso Tefa, dalla quantificazione dei crediti da riscuotere alle procedure per le riscossioni, con scadenza, per fare un passo avanti, fissato per il 23 dicembre. L’ente provinciale, dunque, cerca di regalarsi per Natale, una struttura esterna che possa recuperare le somme di spettanza per cercare di migliorare, tassello dopo tassello, il bilancio finito sotto la lente d’ingrandimento con la procedura di dichiarazione di dissesto. Ma la curiosità che affiora su questo fronte legato alla tassa sui rifiuti è che praticamente circa il 50% dei Comuni piceni devono ancora saldare il dovuto e azzerare la loro posizione debitoria.
Il recupero crediti
Il Tefa, ovvero il tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente che fa riferimento alle Province ed è collegato alla Tari che ogni anno viene riscossa dai Comuni per quel che riguarda il servizio di gestione dei rifiuti, prevede una normativa molto complessa. In tal senso, le procedure prevedono l’incasso da parte degli enti comunali che sono poi chiamati a riversare una parte delle somme incassate alla Provincia. In tale direzione, adesso l’ente provinciale ascolano, dopo una proficua e approfondita attività di gestione del tributo con benefici in termini di riscossione e di correttezza contabile, ha deciso, al fine di andare anche di andare a recuperare le posizioni creditorie più complesse, ad affidare all’esterno un servizio di supporto di durata triennale proprio per gestire il Tefa. Una scelta, sull’onda anche del fatto che, come si riporta sul testo dello specifico avviso che è stato predisposto dagli uffici di Palazzo San Filippo, che circa il 50% dei Comuni del territorio provinciale ascolano, dei 33 complessivi, ha azzerato il debito relativo al tributo sui rifiuti destinato alla Provincia, ma l’altra metà deve ancora, da quanto emerge, versare le somme dovute.
L’avviso
Con l’avviso della Provincia, si procederà a individuare la società esterna che dovrà gestire la questione Tefa e il recupero dei crediti, con manifestazioni di interesse che dovranno pervenire entro le 12 del 23 dicembre. L’attività che la società aggiudicataria dovrà espletare comprende la ricostruzione del credito generato nel 2025 e che si genererà nel 2026, ma anche l’attività di supporto per il recupero del credito maturato e non incassato, così come la decodifica dei file forniti dall’Agenzia delle entrate nel 2026 e nel 2027 per imputare ai singoli Comuni le quote da versare. In pratica, una volta ricostruito nei dettagli il credito determinatosi negli anni, si partirà con solleciti ai Comuni per il riversamento del dovuto, poi si effettuerà un monitoraggio e un supporto per la riscossione coattiva e per le attività propedeutiche, una negoziazione dei piani di rientro sostenibili, la cura dell’eventuale processo di approvazione dei debiti fuori bilancio nei confronti della Provincia.
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