Pesaro, Galeazzi e Lugli a bagnomaria, c’è Pozzi a metterci una pezza: Biancani non ha fretta di scegliere il dopo Frenquellucci (e…

PESARO – Da tre settimane in Comune è vacante la poltrona dell’assessorato al Commercio, ma passati gli strali e lo choc del post Frenquellucci, pare che l’attesa della scelta rischi di snervare solo i due pentastellati candidati in pectore, Mattia Galeazzi e Lorenzo Lugli (tertium non datur), tenuti in sospensione o da un silenzio graticolare, o dal contagocce dei contatti più o meno formali portati avanti anche dai plenipotenziari dello stesso sindaco, i fedelissimi Timoteo Tiberi e Stefano Cioppi. 

Centellinare

Scelta centellinata che nel frattempo fa oscillare anche i borsini del su e giù dei due pretendenti, il delfino di Frenquellucci il giovane Galeazzi, il gradito alla base il più coriaceo Lugli (nel mezzo, fugace come un battito di ciglia, c’è stata anche la tentazione di un tecnico, tra i papabili anche Sergio “Joe” Castellani della lista Una Città in Comune). Poteva essere il regalo (solo per uno) di Natale, rischia di bypassare anche il brindisi di Capodanno, sperando almeno nel dono della Befana (per l’altro carbone). Prima c’è un Dup da approvare, il Documento unico di programmazione che arriva al voto lunedì 22 dicembre e già l’ordine del giorno del consiglio comunale raccoglie la smorfia dell’opposizione, con il centrodestra che si chiede come si possa discutere uno dei punti in programma, ovvero il nuovo regolamento delle aree di mercato, senza un referente alle Attività economiche e con Frenquellucci convitata di pietra. D’altra parte, a domanda diretta sui tempi del nuovo assessore, Andrea Biancani vira su un laconico “no comment”, dimostrandosi più ciarliero sull’altro dei fronti interni, volenti o nolenti, aperti, ovvero quello dei Verdi di rabbia. «E’ una questione tutta interna a loro, la maggioranza e l’Amministrazione non sono in discussione» commenta e anche l’assessora Maria Rosa Conti minimizza: «Con il sindaco ci siamo sentiti più volti, nessun problema». A rendere serafico, almeno all’apparenza, il primo cittadino, è anche la scelta del pro tempore a cui è stato affidato il tema più rognoso di fine anno, quello dell’aumento del canone unico patrimoniale per il commercio e che si è rivelato il casus belli dell’addio traumatico di Frenquellucci. La patata bollente, o il cerino fate voi, se l’è trovata in mano l’assessore Riccardo Pozzi che ha già il suo bel carico di deleghe pesanti, dal Bilancio al Patrimonio alle Nuove Opere.

Il battesimo del fuoco

Al suo battesimo del fuoco, però, non se l’è cavata male: trovandosi a fronteggiare prima i commercianti furenti, poi le associazioni compatte e agguerrite che minacciavano sfracelli&forconi, si è destreggiato con diplomazia e mediazione, aprendo alla possibilità di un aumento spalmato su tre anni e riuscendo disinnescare una rabbiosa protesta già fumante in canna e che pare essere stata se non silenziata, almeno ammorbita. Chiamatela se volete tregua armata o natalizia, ma comunque tregua è dopo la settimana “horribilis” di fine novembre. Pozzi toglie le castagne dal fuoco e forse indugiare ancora non è poi cosi mal.

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