Macerata, gestore unico dell’acqua, tutto da rifare: stop alla società ipotizzata dai sindaci

MACERATA – Stop all’iter della società consortile approvata dall’assemblea dei soci dell’Ato3. La Corte dei Conti dice no al percorso appena avviato per il gestore unico del servizio idrico integrato. Ieri l’assemblea dei sindaci dei Comuni soci dell’Aato 3 ha preso atto dell’intervento della magistratura contabile che da un lato indica il percorso e dall’altro evidenzia come alcune delle società siano in realtà “scatole vuote”. Posizioni univoche sul fatto comunque di andare avanti, rivedendo la rotta, verso il mantenimento in mano pubblica del servizio idrico.

La situazione

Un’altra assemblea è stata fissata per il prossimo 23 dicembre per definire la procedura da seguire. Chiusa l’assemblea i primi ad intervenire sono stati i sindacati, nel particolare i referenti provinciali di Cgil e Cisl, rispettivamente Daniel Taddei e Rocco Gravina e quelli di categoria Andrea Coppari, Giuliano Caracini e Dalverio Dafne. «È una bocciatura – rilevano i sindacalisti – su tutta la linea quella arrivata dalla Sezione di controllo per le Marche della Corte dei Conti in merito al percorso avviato per la costituzione del gestore unico del servizio idrico integrato nell’Aato 3 Marche Centro. Un fallimento che arriva dopo mesi di discussioni infinite, opinioni divergenti e dopo aver coinvolto una moltitudine di consulenti, esperti e uffici legali, con dispendio di centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico, finito a sua volta sotto l’occhio della stessa Procura della Corte di Conti».

 

La decisione

Gli esponenti sindacali sottolineano un aspetto: «Nel corso dell’assemblea dell’Aato3 di stamattina i sindaci hanno finalmente dovuto prendere atto della delibera arrivata dalla Corte dei Conti che afferma inequivocabilmente che le indicazioni fornite dai professionisti incaricati da Comuni e società in merito alle caratteristiche del gestore unico ipotizzate sono contrarie ai principi di legge alla base dell’affidamento in house del servizio idrico integrato».

Secondo i sindacati «se da un lato questo intervento della Corte mette una pietra tombale sul percorso votato all’unanimità dall’assemblea e deliberato dai Consigli comunali fortunatamente non è ancora troppo tardi per poter indirizzare la partita verso l’unica strada possibile, quella della costruzione di una reale società unica di gestione». Nell’assemblea di ieri mattina i sindacalisti hanno ascoltato « il “ravvedimento” dei sindaci rispetto agli errori commessi negli scorsi mesi. Ci auguriamo quindi che sia finito il tempo dei giochi, dei rimpalli di responsabilità e delle inutili forzature e che ci sia finalmente l’unanimità rispetto all’obiettivo da tutti dichiarato del mantenimento in mano pubblica del bene acqua».

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