Conerobus, ecco il Fondo di solidarietà. I sindacati furiosi: «Non lo firmeremo»

ANCONA – È arrivata come un fulmine a ciel sereno, alle segreterie regionali delle sigle sindacali, la bozza di contratto di solidarietà che Conerobus vuole a tutti i costi per 66 lavoratori dell’azienda. Insieme c’è anche il lungo elenco di nomi e cognomi dei dipendenti a cui questa misura dovrebbe applicarsi. Il documento è allegato alla convocazione per l’incontro di lunedì prossimo, 22 dicembre, quando i sindacati dovrebbero rivedere l’azienda per discutere proprio di questo tema.

La rabbia

«Secondo loro è l’unico modo per salvare l’azienda. Non è vero, ci sono molti altri strumenti, tra cui l’aumento dei corrispettivi chilometrici», è da sempre la rivendicazione delle sigle. Il fondo bilaterale di solidarietà è una sorta di cassa integrazione e, scorrendo le pagine del documento, si possono reperire informazioni rispetto al perimetro di applicazione della misura. Nelle idee dell’azienda, almeno in questa fase iniziale, dovrebbe applicarsi a 66 lavoratori che prestano servizio nelle officine, negli uffici o nei magazzini. Si tratta di 22 operai, 43 impiegati e un quadro. Sono stati individuati, scrive l’azienda, «secondo il criterio delle esigenze tecniche, organizzative e produttive». Figure che, dunque, non sono autisti. Ecco che a tutti loro si applicherà una riduzione dell’orario di lavoro su base settimanale, fino a un massimo dell’80% dell’orario. La retribuzione sarà dunque ridimensionata in base all’effettiva prestazione resa dai dipendenti interessati dalla riduzione di orario. Questa misura dovrebbe applicarsi per 12 mesi a partire da gennaio. «Certo che, senza l’adeguamento dei contratti, tra un anno saremo probabilmente di nuovo qua a parlare di crisi aziendale», è il j’accuse delle sigle. I delegati sono furiosi e determinati ad andare avanti con lo sciopero. Ancora non c’è una data certa, ma si sa che dovrebbero incrociare le braccia verso la metà di gennaio. Anche durante l’ultima riunione con l’azienda, i rappresentanti sindacali avevano rimandato al mittente la possibilità di inserire anche un solo dipendente all’interno del fondo. Prima, secondo loro, manca una risposta economica strutturale da parte di Regione e Comune. «Sono loro i titolari dei contratti di servizio», ripetono, da mesi, i dipendenti.

L’incontro

Si discuterà proprio di questo in un incontro fissato per sabato mattina tra i delegati sindacali e il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. Al tavolo le sigle vorrebbero che ci fosse anche il sindaco, Daniele Silvetti, in quanto rappresentante dell’altro ente che è titolare del contratto di servizio.

Il tema è che, se i sindacati non firmeranno, del fondo non se ne potrà fare nulla. Per approvarlo, infatti, serve che loro sottoscrivano l’accordo. Tra sabato e lunedì prossimo dovrebbero esserci alcune novità importanti, in seguito agli incontri già fissati, Nel frattempo, si rimane come sul fil o del rasoio.

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