Liliana Resinovich, presidio di amici e parenti davanti al Tribunale: «La verità è già nelle carte». Il fratello Sergio: penso sia stato…

Liliana Resinovich, presidio di amici e parenti davanti al Tribunale: «La verità è già nelle carte». Il fratello Sergio: penso sia stato Sebastiano Visintin

In tanti mostravano un’immagine di Liliana e grandi cartelli con scritte per chiedere giustizia e verità

giovedì 11 dicembre 2025di E.B.

Liliana Resinovich, sit-in di amici e parenti davanti al Tribunale: «La verità è già nelle carte». All'appello presente anche Claudio Sterpin

TRIESTE – Si sono dati appuntamento per un sit-in davanti al tribunale di Trieste questa mattina, giovedì 11 dicembre, parenti e amici di Liliana Resinovich, la donna scomparsa quattro anni fa, il 15 Dicembre 2021 e trovata senza vita nel parco cittadino di San Giovanni il 5 Gennaio successivo.  In tanti mostravano un’immagine di Liliana e grandi cartelli con scritte per chiedere giustizia e verità.

L’appello davanti al Tribunale

Tra le persone presenti, anche il fratello della donna, Sergio Resinovich, che ha avuto parole di rabbia in particolare contro l’uomo che qualche settimana fa ha detto di aver ceduto sacchi neri a sua sorella tempo prima della scomparsa, sacchi simili a quelli all’interno dei quali è stato rinvenuto il corpo.

Una voce considerata inattendibile dal fratello.

Anche Claudio Sterpin, l’amico di Lilliana, ha partecipato al sit-in, esponendo un cartello con le motivazioni della mobilitazione, voluta, si legge, «in modo pacifico e civile per ricordare Liliana Resinovich e per riaffermare con forza la necessità di restituire dignità e verità a una donna, a una cittadina italiana, vittima, secondo elementi chiari e gravi, di un omicidio». Una trentina le persone presenti, alcune delle quali hanno mostrato anche cartelli con scritto ‘vogliamo un processo, la verità è già nelle carte’.

Il fratello: «Penso sia stato il marito»

«Io penso, come ho già detto, che sia stato il marito. La Procura ha i documenti, negli atti c’è scritto tutto. Il marito, il mio ex cognato, è stato indagato per un omicidio con l’aggravante della parentela. Lasciamo che lavorino». Sono queste le parole pronunciate dal fratello di Liliana, Sergio Resinovich, davanti al Tribunale di Trieste. Da anni, infatti, Sergio chiede verità e giustizia per la sorella. «Speriamo che la Procura possa dare un’ accelerata, perché sono quattro anni che io non vivo, questa non è vita. Mia sorella è morta, è stata uccisa ed è provato». 

L’uomo ha poi criticato il pizzaiolo che ha detto di aver ceduto sacchi neri alla sorella e altre persone che negli anni hanno fornito testimonianze a suo parere non veritiere. «Sono figuranti – ha detto Sergio Resinovich – che dicono stupidaggini, mi chiedo a che pro. Non li ho mai visti, non mi hanno mai conosciuto. Dubito anche che conoscessero mia sorella. Perché si dà ascolto a queste persone?», ha concluso. 

Claudio Sterpin: «Non si è suicidata, scriverò a Mattarella»

«Tutto questo è stato fatto non da una persona sola, ma da più persone, è assurdo che sia stata trovata venti giorni dopo la scomparsa. Penso sia stata conservata da qualche parte, viva o morta». Ad esserne convinto è Claudio Sterpin, amico storico di Liliana Resinovich. «C’è stata una volontà di gruppo, secondo me – ha aggiunto Sterpin – non c’è uno, ma più colpevoli. E sono convintissimo che il marito Sebastiano sappia tutto. Di sicuro – ha detto ancora Sterpin – Liliana non si è suicidata, per questo scriverò anche al Presidente della Repubblica e al Ministro di Grazia e Giustizia. Sono stufo – ha detto ancora ai giornalisti – ma non mi fermo, la battaglia va avanti, posso dire che sono morto anch’io quattro anni fa, per quanto riguarda il mio interesse nei confronti della vita». 

L’albergatrice Jasmina Zivkovic

Anche l’albergatrice Jasmina Zivkovic ha chiesto verità per Liliana davanti al Tribunale, tenendo in mano un cartello, con la scritta «Lilly merita giustizia, onore a Lilly». Dopo la morte di Liliana, la donna aveva raccontato delle liti tra la Resinovich e il marito Sebastiano Visintin, come ha ribadito oggi. «Poche settimane prima della sua scomparsa – ha detto – hanno litigato tutta la notte. Quello che ho detto è già depositato. Siamo qui per chiedere che i tempi si accelerino, perché crediamo che la Procura abbia tutto il necessario per procedere e vogliamo restituire dignità a Liliana». Zivkovic ha anche aggiunto di essere «fiduciosa in questa Procura, penso che stia facendo un ottimo lavoro. Sicuramente verrà fuori chi ha ucciso Lilly e perché». 

Ultimo aggiornamento: 13:09
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