FANO – Si è vista recapitare un avviso di accertamento della tassa sui rifiuti con contestuale sanzione per un’omessa denuncia. In tutto quasi 1.200 euro di Tari dovuti per un modesto capanno prefabbricato di 42 metri quadrati usato come ricovero degli attrezzi a servizio di un piccolo appezzamento agricolo. Un salasso per la proprietaria, una pensionata vedova di 92 anni.
La sanzione per 5 anni
La società Andreani Tributi, concessionaria del Comune di Fano, contesta l’evasione della tassa sui rifiuti, di cui rivendica (per la prescrizione quinquennale) il pagamento dal 2020 al 2024, applicando una sanzione pari alla tassa stessa e gli interessi di mora. Il totale è di 1.164 euro, che si riduce a 794 euro pagando entro 60 giorni per la diminuzione della sanzione a un terzo.
L’anziana contribuente, che su quel capanno classificato come magazzino (categoria catastale C/2) paga regolarmente l’Imu, ritiene ingiusto l’accertamento, soprattutto per la multa salata che raddoppia la tassa, perché non ha mai saputo di dover corrispondere anche la Tari né ha mai ricevuto alcuna comunicazione dal Comune su tale obbligo e, tantomeno, sulla verifica in corso. Il capanno si trova in una zona di campagna, lontana dalla residenza urbana della donna: su quell’appezzamento i figli curano un orto con un frutteto e alcuni olivi.
«Cittadini inconsapevoli»
Gli stessi figli segnalano che per questo capanno, sprovvisto di numero civico, non viene erogato alcun servizio di igiene urbana e i pochi rifiuti prodotti (i sacchetti del terriccio e del concime organico) vengono smaltiti al loro domicilio urbano. «Sappiamo di un’altra contestazione per un capanno agricolo analogo al nostro. Questo tipo di accertamenti – protestano – ci sembra un modo per sottrarre soldi a cittadini inconsapevoli».
Sulla questione risponde il funzionario di Andreani Tributi, che ha firmato gli atti, Paolo Silvetti. «Le contestazioni rientrano nella normale attività di accertamento svolte dal concessionario» afferma. Quindi, non si tratta di una verifica mirata a questa tipologia di fabbricati. «Visto il grande numero di accertamenti emessi non è facile quantificare quante situazioni simili siano state già rilevate – precisa il referente di Andreani Tributi -, certamente gli accertamenti eseguiti su immobili C/2 (magazzini e locali di deposito) sono in gran numero, a prescindere dall’utilizzo degli stessi per attività agricole o meno».
L’esenzione per gli agricoltori
Il regolamento Tari del Comune di Fano prevede che non siano soggetti al tributo le superfici degli immobili utilizzate per attività agricole. «Ma l’esenzione in questione – puntualizza Paolo Silvetti – riguarda l’ambito della produzione dei rifiuti speciali non conferibili al pubblico servizio. La stessa è prevista per gli immobili destinati ad attività agricola imprenditoriale di cui all’articolo 2135 del Codice civile (imprenditore agricolo) e solo qualora verificata la condizione di produzione di rifiuti speciali».
Infine, considerando l’onere, il funzionario fa sapere che chi si trovi in momentanee situazioni di necessità può chiedere di dilazionare il pagamento della tassa.
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