PESARO Lei lo denuncia per maltrattamenti e lesioni, poi ci ripensa e ritratta tutto in aula. Non solo, i due presto si sposeranno. Ma il lieto fine, almeno apparente, potrebbe avere una coda antipatica con uno strascico giudiziario che potrebbe inguaiare la donna. E giusto ieri è stata emessa la sentenza che potrebbe complicarle non poco i giorni che precedono il sì. Ma andiamo con ordine. La donna, straniera, è arrivata in Italia qualche anno fa per scappare dalle tensioni dei conflitti bellici tra Russia e Ucraina.
Che cos’è successo
Qui ha conosciuto un pesarese ed è nata una storia d’amore. Ma complice anche il fatto della barriera linguistica, tra i due sono iniziate anche varie incomprensioni e litigi. Spesso amplificati dal consumo di alcol. Lei parlava di insulti: «Sei una put…, sei una ladra». E ancora sputi in faccia, strattonamenti e anche mani al collo. In un’altra situazione lui sarebbe tornato di notte e l’avrebbe fatta cadere a terra mentre dormiva. Poi le minacce di morte con il coltello: «Devi andartene, ti lascio in mezzo alla strada». Le avrebbe anche prospettato di farle togliere il permesso di soggiorno. Il tracollo è avvenuto una sera in cui i toni erano piuttosto alti, tanto che erano state chiamate le forze dell’ordine e lei era finita al pronto soccorso per una serie di graffi e lividi. Aveva ricevuto 7 giorni di prognosi e in quell’occasione aveva denunciato il compagno per le lesioni e presunti maltrattamenti subiti.
Nel dettaglio
Scattato il codice rosso, la giovane sarebbe dovuta entrare in una casa protetta. Ma lei avrebbe rifiutato la protezione per tornare a casa dal compagno. Un rapporto turbolento in cui non sono mancate altre chiamate alle forze dell’ordine dopo successivi litigi. Ma intanto la denuncia ha fatto il suo corso e l’uomo è finito davanti al Gup. La donna è stata sentita nelle scorse settimane, ma lei ha ritrattato le accuse scagionando il compagno. Tuttavia il reato di maltrattamenti è procedibile d’ufficio e il caso è andato avanti fino all’udienza di ieri. Nel frattempo i due hanno continuato a vivere insieme. Non solo, c’è già una richiesta di unione civile in atto per suggellare il rapporto. Ovviamente non si è costituita parte civile. L’avvocato Pamela Pasquini ha evidenziato l’assenza di maltrattamenti e fatto leva sulla testimonianza della donna che ha negato davanti al giudice di aver subito vessazioni dal compagno, oltre alle incongruenze raccontate.
La futura unione
Tanto che i due ora vivono insieme. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 1 anno e 4 mesi, ma il giudice ha assolto l’uomo perché il fatto non sussiste e trasmesso gli atti al pubblico ministero per una possibile apertura di un fascicolo nei confronti della donna. Il reato è quello di calunnia.
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