Corridonia, molestie e stalking a un’operaia: caporeparto di 52 anni rinviato a giudizio. «Se non ero sposato ti saltavo addosso»

CORRIDONIA – Molestie sessuali e avance a una collega poi lo stalking, 52enne rinviato a giudizio per violenza sessuale e atti persecutori. Lo ha deciso ieri il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Macerata Giovanni Maria Manzoni. La vittima, che nel frattempo è stata costretta a dimettersi per non subire più le attenzioni non richieste del collega, si è costituita parte civile.

La ricostruzione

I fatti contestati a un 52enne della provincia di Fermo sarebbero avvenuti due anni fa e sarebbero andati avanti per sei mesi. Entrambi, imputato e persona offesa, all’epoca dei fatti lavoravano in un calzaturificio di Corridonia, lui era responsabile di reparto, lei operaia. In base a quanto sostenuto dall’accusa, ieri sostenuta in aula dal pubblico ministero Rosanna Buccini, il 52enne avrebbe iniziato a infastidire la collega a gennaio del 2023. «Ah, però, è sodo», le avrebbe detto toccandole il seno con un dito. Lo avrebbe fatto un paio di volte poi, in altre circostanze, la mano sarebbe scesa più in basso e le avrebbe palpeggiato il sedere. In un’altra occasione il 52enne le avrebbe aperto il grembiule per vedere cosa indossasse.

Questi gli approcci fisici non richiesti. Ma secondo quanto denunciato dalla vittima, il collega l’avrebbe molestata anche verbalmente, chiedendole dei baci, dicendole frasi del tipo: «Se non ero sposato ti saltavo addosso, dovrei provare le tue labbra per vedere se sono morbide». E poi messaggi su Whatsapp, tentativi di effettuare videochiamate e richieste di foto in costume. Tutti comportamenti che avevano generato un’ansia costante nella donna che alla fine aveva segnalato quei comportamenti. Ma un giorno, dopo un richiamo disciplinare, il 52enne avrebbe avvicinato la collega dicendole: «Da oggi in poi se vola un fiato ammazzo la mosca». L’operaia alla fine era stata costretta a rivolgersi a uno specialista, il professionista le aveva diagnosticato uno stato di ansia, paura e una prostrazione psicofisica tale che dopo un mese di malattia la donna aveva rassegnato le dimissioni per giusta causa, poi aveva denunciato l’ex collega. Ieri la vittima, che nel frattempo ha ripreso a lavorare in un’altra azienda, si è costituita parte civile con l’avvocato Paola Castellani. L’imputato è stato rinviato a giudizio, il processo a suo carico si aprirà il prossimo 14 aprile. L’uomo, che respinge gli addebiti, è difeso dall’avvocato Massimo Monaldi.

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