Rsa Marche, quasi 8mila in lista d’attesa. «Così molti non entreranno mai». L’ultima grana sul tavolo di Calcinaro

ANCONA – Dopo la sanità, il sociale. È questa l’altra grande sfida, meno visibile ma altrettanto critica, che attende il nuovo assessore regionale con una delega pesante Paolo Calcinaro. Secondo i dati regionali, pubblicati ed analizzati dall’osservatorio del Gruppo Solidarietà, le persone in lista d’attesa per l’accesso alle residenze sociosanitarie sono 7.650. 

Di queste: 1.015 attendono un posto in residenza sanitaria assistenziale (Rsa), 6.635 in residenze protette. Una domanda che supera sia l’offerta dei posti convenzionati (stimati tra 6.000 e 6.200) e autorizzati (circa 7.400), sia le soglie dei posti convenzionabili (6.800) e autorizzabili (7.320) fissate dall’atto di fabbisogno regionale. «La verità è che numeri choc di questo genere indicano che la gran parte delle persone in lista non entreranno mai – commenta il referente del Gruppo Solidarietà Fabio Ragaini – e a fronte dell’aumento della domanda, si apriranno autostrade di privati che hanno poco interesse al convenzionamento». Una tensione diventata ormai strutturale: per avere un termine di paragone, nel 2021 – limitatamente alle residenze protette – le persone in lista erano circa 2.500. Oggi il numero è quasi triplicato. Le criticità maggiori si registrano nel distretto di Macerata, con 1.833 persone in attesa, e in quello di Ancona, con 1.600. Seguono Civitanova (982), Fano (652), Senigallia (541) e Pesaro (521).

Diurni per la demenza

La fragilità del sistema emerge anche sul fronte dei centri diurni per le demenze: nei 18 centri attivi risultano 295 posti convenzionati, a fronte di 264 persone in lista d’attesa, pari all’89,49% dei posti disponibili. «Ma qui andrebbe verificato – aggiunge Ragaini – se la scelta del 28,14% di frequentare il centro diurno con una soluzione part time, derivi da un progetto personale o della struttura, in funzione alla riduzione delle liste d’attesa». La situazione peggiore è a Macerata (il centro La Sorgente conta 15 posti e 115 persone in attesa) e a Osimo (al Grimani Buttari i posti sono 30 con 63 richieste). La Regione per il sociale ha messo sul tavolo 30,6 milioni di euro per il triennio 2025-2027: 20,9 milioni sono destinati agli enti gestori delle strutture, mentre 9,7 milioni alle famiglie. Interventi come l’aumento della quota sanitaria riconosciuta dalla Regione alle Residenze protette convenzionate per anziani non autosufficienti e per persone con demenza (escluse le Rsa) e l’introduzione di voucher da 250 euro al mese per sostenere le famiglie nel pagamento delle rette, che provano a sostenere il sistema ma non lo potenziano in termini di posti.

Quello che serve

Da qui l’appello del Gruppo Solidarietà al presidente Acquaroli e all’assessore Calcinaro. «Occorre da subito mettere in atto un mix di interventi che autorizzi la realizzazione di nuovi posti (premiando chi ha dimostrato di lavorare bene), trasformi quelli per autosufficienti, porti a convenzionare immediatamente i posti autorizzati, aumenti e trasformi i posti per demenze e riveda, contestualmente, gli standard assistenziali ed i modelli delle residenze – Ragaini è netto – quasi quattro anni fa a fronte dei dati regionali, richiamavamo l’urgenza di interventi affermando che il tempo si era fatto breve. Siamo andati davvero troppo avanti. La giunta regionale dimostri, inequivocabilmente, di voler recuperare il tempo perduto. Dobbiamo smettere di far finta di non vedere la drammatica situazione in cui vivono migliaia di persone».

Source URL: http://corriereadriatico.it/marche/rsa_marche_quasi_8mila_lista_d_attesa_molti_non_entreranno_mai-9251288.html


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