Regione, i capigruppo chiudono presto il Consiglio. L’assessore Bugaro: «Prendete 5mila euro al mese cos’avete da fare a quest’ora?»

ANCONA Una furia, una ramanzina che qualcuno dalla parti di palazzo Leopardi non dimenticherà tanto facilmente. Ieri, a termine della seduta del Consiglio regionale, a prendersi la scena è stato l’assessore Giacomo Bugaro, che ha dato un lavata di capo ai suoi consiglieri, rei di aver fatto terminare la seduta in anticipo rispetto alla tabella di marcia.

I capigruppo

All’ordine del giorno c’erano anche due mozioni del Pd sulla Zes. Per Bugaro, evidentemente, un’occasione d’oro per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e rispondere a tono ai dem, che hanno organizzato due diverse conferenze stampa nell’ultimo mese – il 20 novembre e il 15 dicembre – per chiedere di «modificare il piano strategico e le aree che beneficiano» della Zona economica speciale e di usare «800 milioni di fondi regionali» per aiutare le aree e le filiere escluse dal credito d’imposta.

La lavata di capo

Nel corso della seduta, però, tutti i capigruppo, di comune accordo, hanno deciso di far terminare la seduta in anticipo, alle 14. Con buona pace delle mozioni sulla Zes. Bugaro è uscito dall’aula rosso di rabbia per la decisione. E ha inveito contro i suoi della maggioranza incontrati nella bouvette o in corridoio. Urbi et orbi. «Non è pensabile una cosa del genere, noi in giunta lavoriamo dalla mattina alle 7 fino a sera e qui c’è chi alle 14 vuole andare via», il senso della sua invettiva. E poi ancora: «Guadagnano 5mila euro al mese, cosa hanno da fare a quest’ora? Lo so io, vanno al ristorante». E via in un crescendo: «Loro (riferito ai dem) organizzano conferenze stampa e noi non rispondiamo mai». Fino alla bordata finale: «Così non va bene io ve lo dico, questa non è politica. È dilettantismo».

La bacchettata

Insomma, per Bugaro sarebbe stato imperdonabile il pressappochismo di chi aveva deciso di terminare la seduta in anticipo, senza affrontare un argomento fondamentale come la Zes, appunto, e rendere alle opposizioni pan per focaccia. Certo, non è la prima volta che una seduta del Consiglio regionale viene fatta terminare in anticipo su comune accordo dei capigruppo. Ma una sfuriata del genere, con i consiglieri bacchettati da un assessore in questo modo, è una cosa che resterà negli annali. Scommettiamo che qualcuno la prossima volta ci penserà su non una, ma due o tre volte prima di far terminare una seduta in anticipo?

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