Fabio Cannavaro: «L’Italia non mi ha chiamato. Spero si vada al Mondiale con Gennaro Gattuso, senza gli Azzurri sarebbe umiliante. E…

«Non ho avuto una proposta per la nazionale azzurra. La scelta di Gattuso la condivido perché Rino comunque per me è un bravissimo allenatore, un ragazzo eccezionale, non ha solo grinta e forza, studia e spero che arrivi al Mondiale». Fabio Cannavaro da ct dell’Uzbekistan qualificato ai Mondiali guarda alla sua nuova avventura, ma sempre con l’Italia nel cuore. «È l’esordio per la nazionale uzbeka – spiega – ma sarà importante in particolare per preparare la Coppa d’Asia del 2027. Sulle panchine io lavoro, non mollo, continuo a andare fare il giro per il mondo, perché mi piace davvero fare l’allenatore. Lo faccio già da 10 anni anche se spesso mi vedono ancora come un ex giocatore. Essere stato il capitano azzurro, il Pallone d’oro mi fa vedere sempre come ex giocatore e non come un allenatore e così mi sono dovuto buttare sempre nel fuoco, dal Benevento alla Dinamo Zagabria, all’Udinese».

I dubbi

L’avventura friulana ha visto Cannavaro recuperare la squadra e portarla alla salvezza ma il suo contratto non è stato rinnovato «quando una società non ti riconferma – spiega incontrando la stampa a Napoli – nonostante abbia raggiunto l’obiettivo, il dubbio resta. Alla fine continuo ad allenare anche con l’esperienza in Uzbekistan, un’avventura fantastica».

L’incontro uzbeko

Quanto all’Italia Cannavaro replica alla battuta di Gattuso che aveva detto ‘l’ho chiamato e gli ho detto che ha cul…

bello e profumato, già al Mondiale. Io invece sto qui, in trincea’. «Spero si vada al mondiale. Senza Italia sarebbe umiliante. Visto il girone». «Sono stato al sorteggio – ha detto -, dopo averne vissuti quattro da calciatore, il Mondiale è una delle cose più importanti per chi fa calcio e allora esserci da allenatore è stata una bella emozione. Poi c’è da giocare, e sarà molto più complicato. La nazionale uzbeka quando mi ha visto la prima volta ha avuto un po’ di soggezione, poi nel mini torneo a Dubai, è iniziata un’avventura divertente con una squadra tosta, pronta a fare esperienza per migliorare». 

Il punto

Cannavaro gira l’Uzbekistan ma anche i campionati esteri dalla Turchia alla Gran Bretagna per osservare i suoi giocatori. La Serie A «resta la più interessante da guardare, per capire tanto. Oggi si esaspera nella tattica perché si cerca la soluzione uomo a uomo a tutto campo, siamo passati dal gioco di Sarri a quello di Gasperini, che ammiro. Ci sono però anche tante cose negative: vediamo pochi giovani e pochi italiani, e questo si rispecchia sulla nazionale». Ultimo passaggio sulla lotta scudetto e sulla Supercoppa: «L’Inter – conclude – resta ancora un passo avanti, il Napoli si è avvicinato tanto ma se è al completo. La Supercoppa? Le partite aumentano, a me piaceva secca, con queste formule non c’è la favorita». 

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