Tavullia, uccise l’uomo che l’aveva aggredito: il pm chiede 16 anni. Per l’accusa la reazione non è stata proporzionale all’offesa ricevuta

TAVULLIA Omicidio di Tavullia, chiesti 16 anni di carcere per Arthur Cerria, 37enne albanese residente a Tavullia, reo confesso dell’omicidio del connazionale 38enne Dritan Xhepaxhius, alias Idrizi, ucciso a coltellate il 7 agosto 2024. Quattro fendenti, quello letale sul fianco che ha raggiunto il cuore. Ieri mattina davanti al Gup del tribunale di Pesaro la discussione del rito abbreviato. 

Il pm Letizia Fucci ha avanzato la richiesta di condanna. Per l’accusa la reazione non sarebbe stata proporzionata all’offesa ricevuta. Dunque l’accusa di omicidio volontario non lascerebbe spazio a ipotesi alternative: 16 anni di carcere. Per la difesa di Cerria, rappresentata dagli avvocati Marco Defendini e Matteo Mattioli si tratterebbe invece di «legittima difesa. Il figlio lo aveva chiamato al telefono dicendo che c’era un suo amico ad aspettarlo. Non poteva prevedere un’aggressione.

I referti medici parlano di una prognosi di 40 giorni per le martellate in testa, dunque Cerria ha reagito altrimenti sarebbe morto». La difesa ha chiesto l’assoluzione e in subordine l’eccesso colposo di legittima difesa. L’avvocato che assiste la famiglia della vittima, Massimo Lauro del Foro di Roma ha formulato le richieste di risarcimento: 200 mila euro per ciascuno dei 4 fratelli, 500 mila euro per i genitori, 500 mila euro per l’ex compagna e 1 milione per la figlia. «Abbiamo ribadito la carenza dei presupposti della legittima difesa, richiamando gli atti processuali in cui l’imputato dice di aver sferrato le coltellate prima di essere colpito col martello» ha detto Lauro.

La richiesta anche per il nipote

Il pm ha chiesto 2 anni anche per il 24enne nipote di Cerria per il reato di favoreggiamento. Il ragazzo avrebbe sottratto e poi occultato il coltello con cui è stato ucciso Dritan. Il legale Simone Campolattano ha evidenziato il fatto che il coltello non è mai stato trovato e chiesto l’assoluzione anche per il vincolo di parentela. Secondo la ricostruzione, Dritan, accompagnato da due connazionali sarebbe andato a Tavullia per una spedizione punitiva per attriti tra famiglie. Quando è arrivato, Cerria avrebbe visto Idrizi estrarre qualcosa: era il martello da carpentiere così ha preso il coltello serramanico per reagire ai colpi dell’avversario. Avrebbe sentito dire dai rivali: «Ammazzali tutti». La sentenza il 19 gennaio.

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