PESARO Un episodio segnalato da alcuni studenti del liceo scientifico Marconi ha acceso la polemica politica e istituzionale. Secondo quanto riferito dagli studenti, la scorsa settimana la relatrice per i Territori Occupati della Palestina delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, si sarebbe collegata in videocall con una o più classi dell’istituto per oltre un’ora. L’onorevole di Fratelli d’Italia, Antonio Baldelli, ora vuole portare il caso in Parlamento.
«Sono stato contattato da alcuni studenti del liceo scientifico Marconi di Pesaro che mi hanno segnalato un episodio che merita attenzione e chiarimenti immediati». Ed entra nel merito: «Nel corso dell’incontro, sempre secondo quanto riportato dai ragazzi, sarebbe stato tenuto un intervento di chiaro contenuto politico, con posizioni fortemente critiche nei confronti del governo italiano e di Israele. Francesca Albanese è una figura altamente controversa, nota per posizioni pubbliche che hanno suscitato forti polemiche, tra cui parole di comprensione verso i terroristi di Hamas e la definizione di un atto di squadrismo rosso contro la sede del quotidiano La Stampa come un “monito” rivolto ai giornalisti». Baldelli tiene a specificare: «Al di là delle singole posizioni personali, il punto centrale è un altro e non può essere eluso: la scuola non può e non deve mai diventare un luogo di indottrinamento politico-ideologico, di qualunque colore esso sia. Infine, ma non per importanza, le decisioni sull’educazione dei figli e sulle attività extrascolastiche spettano ai genitori, che non possono essere espropriati di questa fondamentale prerogativa». Da qui l’annuncio: «Per queste ragioni presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito – spiega Baldelli.- Invierò anche formale richiesta di chiarimenti alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e vengano verificate modalità, autorizzazioni e responsabilità».
Sull’argomento e sull’interrogazione di Baldelli, è intervenuta Marta Ruggeri (M5s): «Preoccupanti atteggiamenti di censura»
«In seguito all’intervento in videocall di Francesca Albanese, giurista e relatrice speciale dell’ONU, con gli studenti del liceo scientifico Marconi di Pesaro – spiega in una nota Marta Ruggeri – nell’ambito di un’iniziativa didattica di approfondimento, l’on.
Antonio Baldelli di Fratelli d’Italia ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito.
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Marta Ruggeri esprime forte preoccupazione: «Baldelli richiama giustamente il valore della scuola come spazio di libertà di pensiero, pluralismo e confronto, ma poi nei fatti propone l’esatto contrario. Come possono esserci pluralismo e confronto se si tenta di impedire a qualcuno di parlare? La scuola è il luogo in cui si ascolta, si discute, si critica e si argomenta: vietare un intervento significa scegliere la censura invece del pensiero critico».
Ruggeri sottolinea inoltre che «non siamo di fronte a una richiesta di equilibrio, ma a un tentativo di controllo preventivo sul pensiero critico e sull’autonomia scolastica. La libertà di insegnamento non è una concessione politica: l’articolo 33 della Costituzione parla chiaro».
La capogruppo M5S critica anche l’atteggiamento del Ministro dell’Istruzione: «Si invoca il “contraddittorio necessario”, ma poi si dichiara apertamente di non essere interessati a chi non è d’accordo. È una contraddizione evidente. A scuola il contraddittorio esiste già ed è parte integrante del lavoro quotidiano dei docenti, che contestualizzano e discutono ogni materiale utilizzato. Qui, peraltro, parliamo di una relatrice ONU e di un’iniziativa didattica nazionale».
«Si tratta davvero di uscite senza senso, se non quello del voler controllare ogni meandro dell’informazione, anche nelle scuole, e questo è preoccupante. Ogni tentativo di intimidire dirigenti scolastici e docenti attraverso interrogazioni, ispezioni o campagne di delegittimazione va in direzione opposta allo spirito della Costituzione e apre una deriva pericolosa. Difendere la scuola significa difendere la sua autonomia culturale, il pluralismo delle voci e la libertà dei docenti di costruire percorsi critici. Tutto il resto ha un nome preciso: censura», conclude la capogruppo M5S in Consiglio regionale Marta Ruggeri.
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