PESARO – Le carte sono firmate: pronti i contratti per i nuovi professionisti che avranno il compito di dare nuova linfa alla sanità territoriale, inclusi i centri minori dove si trovano i cinque ospedali di comunità. Ora il prossimo step è reclutare tutto questo personale. «Abbiamo già cominciato a valutare come acquisire le professionalità, soprattutto quelle mediche, che rappresentano la nostra maggiore difficoltà, mentre non ci sono problemi per quanto riguarda gli infermieri» ha specificato il direttore generale dell’Ast Pesaro e Urbino, Alberto Carelli, ieri in conferenza stampa.
I tempi
Sono otto i medici di medicina generale che verranno inseriti nell’organico. Ma come? «Ovviamente le assunzioni seguiranno le procedure di selezione previste dalla legge: concorsi, graduatorie ancora aperte e strumenti già disponibili, che permetteranno di velocizzare il processo». I tempi infatti seguono una scaletta ben precisa: «L’obiettivo è avere un quadro operativo completo entro la metà dell’anno». Quello è il momento in cui si andranno ad attivare altri presidi sul territorio. «Quello della Regione è un ottimo provvedimento, che individua quattro aree specifiche su cui arruolare personale – ha specificato Carelli – le unità di continuità assistenziale, gli ospedali di comunità, le centrali operative territoriali, già attive dal 2024 e per le quali abbiamo già speso parte delle risorse per l’assunzione del personale. Infine le case di comunità, la maggior parte delle quali entreranno in funzione dopo il 30 giugno. Intanto abbiamo terminato i lavori per la casa di comunità di Fossombrone e stiamo assumendo il relativo personale» ha aggiungo il direttore. «Con queste quattro linee di intervento, il territorio potrà finalmente contare su una rete di assistenza più solida e completa, garantendo così una risposta più efficace ai bisogni dei cittadini».
I risultati
Il livello dei professionisti non dovrà essere da poco, contando che quelli già presenti oggi hanno fatto schizzare l’Ast di Pesaro e Urbino ai primi posti della classifica dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali in ben tre reparti: cardiologia, ginecologia e ortopedia. «Devo ringraziare il direttore Carelli per l’impegno dimostrato nei riguardi della Cardiologia affinché possa continuare a lavorare ed offrire il meglio possibile per la popolazione» il commento del direttore di Cardiologia a Urbino Paolo Busacca.
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