Pensioni, a gennaio (e febbraio) rischio assegno azzerato. Ecco perché, per chi e chi si salva

Pensioni. Dopo la “scorpacciata” di dicembre – con l’assegno gonfiato dalla tredicesima, dall’assenza dell’applicazione delle trattenute relative alle addizionali regionali e comunali e l’erogazione dell’importo aggiuntivo di 154,94 euro a chi spettava – il 2026 rischia di presentarsi con una brutta sorpresa.
Pensioni, rischio assegno “azzerato” a gennaio
Sebbene a gennaio infatti scatterà la rivalutazione 2026 pari all’1,4% (clicca qui per tutte le informazioni, ndr) le pensioni del primo mese dell’anno nuovo – come quelle di febbraio 2026 – potranno subire riduzioni significative o essere azzerate a causa dei conguagli fiscali (Irpef a saldo 2025 e addizionali), recuperati dall’Inps sulle prime rate del nuovo anno.
Da sapere: la mensilità di gennaio 2026 andrà in pagamento il giorno 3 gennaio per chi riscuote presso Poste italiane e il 5 gennaio per chi riscuote presso gli istituti bancari.
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