ANCONA L’ha conquistata dall’altra parte dell’oceano la vittoria più eclatante di una carriera luminosa; un trofeo storico per la Savino Del Bene Scandicci che a certi livelli non era mai arrivata, per la pallavolo italiana che ha confermato la sua età dell’oro portando due club all’atto decisivo e per quella anconetana che può vantare di avere dato i natali al tecnico campione del mondo. Marco Gaspari, classe ’82, collemarinese doc e figlio d’arte (il papà Luciano è nella hall of fame del volley dal 2018, dopo una carriera da arbitro internazionale senza eguali) torna da San Paolo del Brasile con un percorso esemplare, l’adrenalina di un 3-1 epico contro le campionesse in carica di Conegliano, titolo che lo fa entrare nel gotha degli allenatori e la consapevolezza di poter scrivere altre memorabili pagine.
Il commento
«In ogni finale che ho disputato ho provato sempre fino alla morte a portarla a casa. Questo successo, invece, parte da dieci giorni fa: ci abbiamo sempre creduto. Umanamente mi dà orgoglio, più che altro per tutto il lavoro che c’è dietro. Come tecnico sono felice. Averne giocate tante mi ha sempre reso fiero, ma come ben si sa conta solo chi arriva primo», spiega Marco
La dedica
E aggiunge ciò che da tempo ha nel cuore: «Da quando papà si è ammalato, la voglia di vincere e dedicargli un trofeo era in cima ai miei desideri». Oggi può farlo, sì, perché la sua Scandicci è sul tetto del mondo e corre su ogni fronte: 19 centri stagionali su 21 match, dieci consecutivi tra Champions League, Mondiale per Club e Serie A1. «Le ragazze stanno facendo qualcosa di incredibile: arrivare in Brasile con poca esperienza internazionale e riuscire a imporsi non era affatto scontato. A inizio stagione abbiamo costruito una squadra con l’obiettivo di avvicinarci ai vertici del campionato e di essere competitivi in Europa e nel mondo: quanto realizzato è straordinario. Avevo chiesto un certo atteggiamento e lo abbiamo messo in campo con grande sacrificio. In finale, anche dopo aver perso il terzo set siamo rimasti sempre dentro la gara, con la mentalità di una squadra matura.
Questo trofeo va festeggiato, ma deve anche darci ancora più fame. Non dobbiamo avere presunzione ma rientrare in Italia sapendo che il lavoro paga e continuare su questa strada». Saggezza di un predestinato nato e cresciuto sotto rete: regista, come lui stesso disse, senza grandi prospettive ma subito affascinato dal ruolo di scout prima e di aiuto tecnico poi nella Conero volley, a Civitanova, Perugia e Jesi preparandosi al grande salto come head coach di Conegliano, Casalmaggiore, Monza (dove ha sollevato la Cev Cup) e Milano. Grandi club e grandi risultati che finalmente lo premiano.
Il plauso
«Una finale stupenda in cui Scandicci ha espresso tutto il suo potenziale ed ogni atleta ha dato il meglio: il merito maggiore va attribuito proprio al coach, è stato bravissimo a guidare la squadra con la serenità e la grinta che lo contraddistingue, specie in quella rimonta mozzafiato del primo set. Tatticamente le ha indovinate tutte», il plauso del presidente della Fipav Marche Domenico De Luca, che non esita ad aggiungere: «Se Luciano Gaspari è stato uno dei migliori arbitri internazionali, anche Marco ha quel qualcosa in più in termini di emotività e carisma: gli basta un’occhiata per mandare un segnale. Sono felice per lui, per la sua famiglia e per tutto il movimento marchigiano di cui è un eccellente rappresentante», conclude De Luca. Coach Gaspari riscrive anche la storia del volley locale: l’unico precedente in un Mondiale per club femminile è della Yoghi Ancona di Stefano Agostinelli, che partecipò come società organizzatrice e terminò al quarto posto nell’edizione del 1992 giocata al PalaTriccoli di Jesi. E sui social è arrivato anche l’hurrà della pallavolo Collemarino: «A Marco, figlio d’arte nella pallavolo di papà Luciano (collemarinese doc) e di mamma Irene i nostri più calorosi e sinceri complimenti». Un affetto da sempre ricambiato. Quando le sue squadre giocano da queste parti, Gaspari a volte fa tappa al PalaBrasili per un allenamento. Collemarino è sempre casa sua.
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