Borse caute in attesa della Fed, il balzo di Monte Paschi: +4,3%
Domani la riunione della Banca centrale americana per la riduzione dei tassi. Siena rimbalza dopo il documento Consob che esclude un patto occulto tra soci
martedì 9 dicembre 2025di A.Bas.

Le Borse europee chiudono deboli con la lente che resta sulla riunione di domani della Fed attesa al taglio dei tassi. A Piazza Affari ha brillato Mps, dopo la pubblicazione del documento della Consob sugli esiti sull’indagine che ha escluso il concerto tra i grandi soci nella scalata di Mediobanca. Francoforte ha segnato un +0,07% con il Dax a 24.046 punti. Parigi ha registrato un -0,08% con il Cac 40 a 8.108 punti. Mentre la Borsa di Milano ha chiuso invariata. Il Ftse Mib ha confermato i 43.432 punti del giorno di venerdì. Domani arriverà la decisione della Fed, e l’attesa è di un taglio dei tassi.
La debolezza del mercato del lavoro preoccupa la banca centrale americana più di un’inflazione sopra il 2 per cento. Una riduzione del costo del denaro da un quarto di punto mercoledì è data per scontata e l’attenzione sarà sulle parole che verranno usate per descrivere il «taglio da falchi», come molti lo hanno già definito. La sforbiciata infatti potrebbe essere spiegata con parole che alzano l’asticella per futuri nuovi tagli alla luce di un’inflazione ben oltre il target e di incognite, quali la decisione della Corte Suprema sui dazi, che rischiano di spingere ulteriormente al rialzo i prezzi.
A Piazza Affari, come detto, ha brillato particolarmente il titolo del Monte dei Paschi di Siena, che ha chiuso le contrattazioni con un più 4,36 per cento. Venerdì scorso il board della banca si è riunito per ascoltare la relazione dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio in merito all’indagine della Procura di Milano. Il consiglio, con un voto all’unanimità, ha riconfermato la fiducia al capo azienda confermando anche il mantenimento dei requisiti richiesti dalle norme. Una presa di posizione considerata cruciale dal mercato: il cda era infatti atteso come un passaggio determinante per capire la stabilità della governance nell’operazione Mediobanca. Lo stesso board, per quanto riguarda l’integrazione con Piazzetta Cuccia, aveva chiarito che «l’attività dei gruppi di lavoro, che coinvolgono le risorse professionali di entrambe le banche, prosegue a pieno regime, con l’obiettivo di realizzare in tempi brevi le sinergie industriali e di accelerare la crescita e la creazione di valore».
IL PASSAGGIO
Sabato, poi, Il Sole 24 Ore ha anticipato i contenuti di un documento della divisione vigilanza emittenti della Consob del 15 settembre 2025, nel quale si evidenzia che «non sussiste il patto occulto» fra i soci Delfin e Caltagirone e «non sussiste il concerto» con Siena. L’istruttoria della Consob ha rivelato come già alla fine di dicembre del 2022, l’amministratore delegato del Monte dei Paschi Luigi Lovaglio, avesse indicato più opzioni strategiche per Siena, tra le quali anche una possibile aggregazione con Mediobanca. Ipotesi quest’ultima, sempre secondo quanto rivelato dall’indagine Consob, più volte prospettata nel 2024 anche all’ex Ad di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel.
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