Oro, la Bce ridimensiona le perplessità. Mef: Giorgetti chiarirà con Lagarde

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Oro, la Bce ridimensiona le perplessità. Mef: Giorgetti chiarirà con Lagarde

La Bce ridimensiona i dubbi sull’emendamento di Lucio Malan (FdI) relativo alle riserve auree di Bankitalia, contenuto nella legge di bilancio 2026

martedì 9 dicembre 2025di Rosario Dimito

Oro, la Bce ridimensiona le perplessità. Mef: Giorgetti chiarirà con Lagarde

La Bce ridimensiona i dubbi sull’emendamento di Lucio Malan (FdI) relativo alle riserve auree di Bankitalia, contenuto nella legge di bilancio 2026: apprezza che l’oro resti iscritto nel bilancio, si legge in una nota di ieri, «un trasferimento delle riserve (comprese le riserve auree) dallo Stato patrimoniale della Banca d’Italia allo Stato eluderebbe il divieto di finanziamento monetario ai sensi dell’art 123 del trattato europeo, che vieta alla banca centrale di finanziare il settore pubblico». Francoforte rimarca che sulla proprietà giuridica dell’oro, Palazzo Koch sia consultata. Ma a Bce non è chiaro «quale sia la concreta finalità» della proposta-Malan e in assenza di spiegazioni «le autorità italiane sono invitate a riconsiderare» il testo da sottoporre al Parlamento. In serata dal Mef si apprende: «Giorgetti scriverà alla Lagarde per dare i chiarimenti richiesti, è fiducioso che la questione si risolva».

LA PROPRIETÀ

Siamo sulla buona strada, visto l’ammissione dei passi in avanti compiuti e la disponibilità del Ministro.

C’è da sottolineare che le perplessità di Palazzo Koch e soprattutto di Bce rispetto alla prima declinazione dell’emendamento si sarebbero attenuate.

Tra Via Nazionale e Tesoro è stato messo in piedi un “tavolo” di confronto da martedì della passata settimana e, secondo fonti vicine a Fratelli d’Italia, con un ritmo quasi quotidiano, avvengono colloqui e contatti telefonici tra alti dirigenti di Via Nazionale e super tecnici di via XX Settembre.

Nel comunicato di ieri, Francoforte rileva che la nuova proposta di disposizione «in materia di gestione delle riserve, debba essere interpretato nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia come iscritte nel proprio bilancio, appartengano al Popolo italiano». La proprietà giuridica appartiene al sistema delle banche centrali (Sebc) come stabilità dal trattato europeo. «Il terzo trattino dell’articolo 127, paragrafo 2 – spiega Bce -, dispone che uno dei compiti fondamentali da assolvere tramite il SEBC è quello di detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri. L’articolo 130 del trattato garantisce l’indipendenza delle banche centrali nazionali (BCN), compresa la Banca d’Italia, e della BCE nell’assolvimento dei loro compiti inerenti al SEBC».

Per Francoforte, il compito del SEBC di detenere e gestire le riserve in valuta estera comprende le le azioni necessarie per l’effettivo adempimento del mandato dell’Eurosistema. Ad esempio, affinché le attività di riserva assolvano la loro funzione nelle operazioni di gestione delle riserve in valuta estera, «l’aspetto del pieno ed effettivo controllo da parte della banca centrale è essenziale». Ciò comporta la capacità delle BCN di adottare decisioni, «in completa autonomia, relative alla detenzione, alla conservazione, alla disposizione, alla negoziazione e alla gestione quotidiana, anche comprando e vendendo oro a titolo definitivo, a pronti e a termine, e con operazioni di pronti contro termine».


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