Pena di morte per reati gravi: a Nordest il 42% è d’accordo. Maggioranza assoluta tra le persone dai 35 ai 44 anni. I dati

In Florida Mark A. Geralds è stato giustiziato con un’iniezione letale. In Ohio, con lo stesso metodo, avrebbe dovuto tenersi l’esecuzione di Kareem M. Jackson, ma il Governatore ha rinviato l’esecuzione al 2028 per problematiche relative al reperimento dei farmaci. A breve, in Tennessee, dovrebbe essere il turno di Harold W. Nichols, sempre tramite iniezione letale, salvo sospensioni derivanti dai ricorsi presentati dai legali dell’imputato.
Secondo il Death Penalty Information Center (Dpic), nel corso di quest’anno negli Stati Uniti sono state eseguite 45 condanne a morte: aggiungendo quella in programma, il totale sale a 46, portandosi su valori che non si vedevano dai primi anni 2000.
In Italia il dibattito sulla reintroduzione della condanna capitale è sempre attuale. Ma qual è il sentimento dell’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento su questo tema? Per comprenderlo, abbiamo chiesto il grado di accordo con l’affermazione “per i crimini più gravi ci vorrebbe la pena di morte”, e secondo le analisi di Demos per Il Gazzettino oltre quattro nordestini su dieci (42%) sono moltissimo o molto d’accordo.
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