Caro Corriere Adriatico,
mi scuso per la mia precisazione ma è da anni che sopporto un’imprecisione che per me è importante, poiché rappresenta una fase dolorosa della mia adolescenza, per aver perso in una notte la mia casa di Posatora in via Monte Vettore 2. Mi riferisco all’ostinazione con cui viene individuata, in occasione degli anniversari, la data della frana nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1982 mentre in realtà avvenne la sera del 13 dicembre, un lunedì, che ricordo benissimo perché all’indomani, martedì 14 dicembre, avrei avuto compito in classe di francese in terza media. Conservo ancora il diario dell’epoca come testimonianza. Dal vostro archivio storico non credo sia difficile ricostruirlo. Per ricordare l’anniversario della frana di Ancona, basta segnarsi in calendario la data del 13 dicembre, Santa Lucia.
Cordiali saluti, Silvia Cecchi
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In tutte le ricostruzioni ufficiali della grande frana di Ancona, che devastò i quartieri a nord della città come Borghetto, Posatora e in parte Torrette, si ricorda che avvenne nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. Basta consultare i siti web del Comune di Ancona o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dell’Ordine dei geologi delle Marche o di enciclopedie digitali come Wikipedia, per risalire sempre (o meglio: con rarissime e quasi introvabili eccezioni) alla stessa datazione, la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Anche se interpellate un chatbot di intelligenza artificiale vi darà la stessa risposta. Persino nel grande cartellone in cui per decenni, da quella notte di 43 anni fa, i residenti di Posatora ricordano il trascorrere dei giorni dal disastro, viene indicata la data 12-12-1982. E ancora ieri uno che quella notte l’ha vissuta sulla pelle come Egildo Messi, storico presidente del comitato Frana Contro di Posatora, confermava la data del 12, una domenica sera.
«Me lo ricordo come fosse oggi, tornavo da Macerata e pioveva a dirotto. Passando davanti alla chiesa di Posatora la vidi tutta rovinata. Era il 12, ne sono certo». In realtà, se cerchiamo proprio la data della Grande frana di Ancona, ha ragione Silvia Cecchi.
La prima notizia del disastro che fece scivolare a valle interi quartieri – danneggiando o distruggendo del tutto 294 edifici residenziali, e altre 182 strutture edilizie, compresi due ospedali – è sul Corriere Adriatico del 14 dicembre, grazie alla bravura dei cronisti di chiusura che riuscirono, a quell’ora tarda della sera e con le tecnologie dell’epoca ancora dominate da piombo e linotype, a ribattere la notizia in prima pagina. “Notte di terrore ad Ancona: frana un quartiere”, titolava la nostra edizione di martedì 14 dicembre”, raccontando dell’esodo sotto la pioggia da Posatora, delle vie di comunicazione interrotte, di ospedali come il Geriatrico e l’Oncologico evacuato in tutta fretta. Le cronache riferivano di fatti accaduti “ieri sera dalle ore 22 e 45” e proseguiti nella notte, dunque tra lunedì 13 e martedì 14 dicembre.
Lo conferma Bruno Nicoletti, collega ora in pensione, all’epoca giovane cronista della redazione di Ancona. «Fummo allarmati dai clacson delle auto e con Walter Orazi andammo a vedere. Sulla Flaminia, a poche centinaia di metri dal giornale, s’era alzata una gobba che impediva di passare. Ricordo che un automobilista, preso dal panico, la usò come trampolino per superare gli ostacoli. Per fortuna nessuno si fece male, se la cavò con un cerchione rotto. Era la sera del 13 dicembre e riuscimmo a inserire le foto con una cronaca stringata in prima pagina. All’epoca per ribattere ci voleva tempo e il giornale chiudeva a mezzanotte e mezzo». E il ricordo di Messi? E il tabellone conta-giorni di Posatora? Probabile che quei riferimenti al 12 dicembre si riferiscano, piuttosto che alla sera della Grande frana, ad alcune avvisaglie del giorno prima, movimenti del terreno colti dai residenti ma non ancora disastrosi. E forse proprio da lì, è partito l’equivoco sulla data, che di passaggio in passaggio ha accreditato come data ufficiale – nella maggior parte degli archivi digitali anche istituzionali, di cui si nutre l’Intelliganza artificiale – la notte tra il 12 e il 13 dicembre 1982.
Succede a volte che l’archivio storico di un giornale come il Corriere Adriatico, con 165 anni di notizie, e il diario scolastico di una ragazzina riescano a battere anche l’AI.
* Caporedattore del Corriere Adriatico
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