Antonella Viola boccia il semestre filtro e replica a Burioni: «Una farsa, chiediamo scusa agli studenti. Test troppo facile? Non è…

Da giorni si parla del test di Medicina dopo il semestre filtro, la riforma a cui il governo ha pensato qualche mese fa per cercare di mettere una pezza alla penuria di medici atavica in Italia. Ma allo stesso tempo una scelta che sta lasciando molti dubbi, sia negli addetti ai lavori sia negli studenti, con tanto di contestazione dell’Unione universitari alla ministra Bernini pochi giorni fa ad Atreju (con la ministra che ha ribattuto dando agli studenti dei «poveri comunisti».

Cosa dice Antonella Viola

Ma il semestre filtro può funzionare davvero o è stato un flop? A questa domanda risponde l’immunologa Antonella Viola, docente di patologia generale a Padova, legata a Fano per averci vissuto diverso tempo, che intervistata dal Corriere della Sera lo ritiene «una farsa», dopo averlo già criticato in un post su Instagram. «Grazie alle colleghe e ai colleghi docenti e al personale amministrativo, che in tempi strettissimi e con risorse minime hanno reso possibile questa sperimentazione. Sapevamo che sarebbe stata fallimentare, ma non certo per colpa di chi ha lavorato con serietà, competenza ed efficienza», scrive nel suo post.

«Alle studentesse, agli studenti e alle loro famiglie chiedo scusa, a nome del mondo accademico, per una farsa che è stata lesiva sul piano emotivo ed economico.

Molti di noi avevano segnalato fin dall’inizio l’assurdità di questo modello. Avremmo dovuto alzare la voce di più e difendervi da uno scempio che vi allena al precariato e alimenta ansia e competizione insana. E aggiungo una cosa: è vero, alcune domande erano semplici. Ma non è colpa vostra se non siete riusciti a rispondere. Da docente nella facoltà di Medicina, so quanto studiate».

Poi aggiunge: «Alla Ministra dico solo questo: quando si commette un errore grossolano, chiedere scusa è buon senso e buona educazione. Vale per tutti, ma ancora di più per chi è pagato dai contribuenti e deve rendere conto del proprio operato. Il fatto che molte studentesse e molti studenti non siano riusciti a rispondere a domande che a noi “vecchi” semrano elementari non è la prova che non studiano. È il segno di un cambiamento profondo e strutturale, che riguarda la scuola, la società e il mondo in cui oggi si costruiscono le competenze cognitive».

La risposta a Burioni

Al Corriere della Sera, Viola spiega che in tanti immaginavano che sarebbe finita così: «Questo test è del tutto inadeguato a valutare i ragazzi che vogliono entrare a medicina, se si era deciso che le modalità di accesso che c’erano fino all’anno scorso non andavano bene, dovrebbero spiegarci come questo nuovo test abbia cambiato le cose, il punto è che non è cambiato nulla, abbiamo solo contributi a creare, una volta in più un clima di ansia, competizione e precariato, pessimi modi per entrare nel mondo della medicina».

Poi risponde a Roberto Burioni, che aveva detto che il test era facile e aveva esortato i ragazzi a studiare di più: «Il professor Burioni è una persona competente e preparata, ha usato parole dure ma sono certa che alla luce dei fatti non può che convenire con me su un punto incontrovertibile: un fallimento di questo tipo non si spiega con un improbabile “non hanno studiato”, non è colpa loro, siamo noi che dobbiamo prendere atto di una realtà che cambia, le modalità sono diverse: i ragazzi oggi non studiano più sui libri, studiano sugli appunti dei professori sui quali per forza di cose c’è un linguaggio semplificato».

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