Ascoli, il commissario Castelli agli universitari presenti al teatro Filarmonici: «Sono tanti gli interventi fatti, restare qui non è…

ASCOLI La parola passa ai giovani, per un futuro che fa l’occhiolino nonostante un terremoto ancora da dimenticare. Il territorio del sisma, quello che con coraggio cerca di reagire e ridisegnare un futuro positivo, quello delle persone che non mollano in attesa di rientrare a casa e mettono al primo posto le radici, spalanca la porta a studenti e lavoratori delfuturoper invitarli a sciogliere quel nodo-punto interrogativo del “Restare, partire, tornare”, protagonista del roadshow al teatro Filarmonici. Un’iniziativa promossa dal commissario per la ricostruzione Guido Castelli, insieme al Ministero per lo Sport.

Un passaggio che, con la “iena” televisiva Nicolò De Devitiis a ricucire i vari interventi, rappresenta un appello ai giovani, lanciato davanti a un teatro gremito da universitari, per restare o tornare da queste parti perché le opportunità ci sono e si stanno implementando. Un messaggio chiaro che ha trovato vigore nelle parole dello stesso commissario Castelli così come del sindaco di Ascoli Marco Fioravanti e della presidente del Consorzio universitario piceno Roberta Faraotti.

Le azioni e i giovani

«A me – ha esordito Castelli – tocca ricostruire le case, ma bisogna anche pensare a riabitare, a vivere e sviluppare questo territorio.

Abbiamo, quindi, prima pensato a una strategia per migliorare la viabilità, poi abbiamo puntato sulla digitalizzazione, con un data center ad Acquasanta. Poi abbiamo ragionato sull’importanza di sviluppare l’offerta universitaria (erano presenti rappresentanti di Unicam e Univpm, ndr) e poi abbiamo coinvolto le imprese con finanziamenti per puntare sull’innovazione. Il messaggio ai ragazzi è questo: è possibile restare o tornare qui senza che ciò sia una sfiga che ti penalizza nella vita, Questo evento intende far conoscere a chi vuole restare le misure, gli interventi, le opportunità che possono permettere di farlo, I dati ci dicono che negli ultimi tre anni c’è stato un addolcimento della curva demografica; si va verso un’inversione di tendenza».

Fioravanti ha aggiunto: «È significativa la presenza di tanti ragazzi in questo teatro. È bello il dinamismo di questa comunità e di tutte le aree colpite dal sisma. Sono tante le azioni messe in campo. Si sono sprigionate energie inespresse. Anche chi è ascolano vive e lavora all’estero sente l’interesse del territorio nei suoi confronti. Comunichiamo tutto ciò che si sta facendo e quali sono le opportunità, anche con tante start up, considerando che con la contaminazione e l’ascolto dei giovani si può crescere».

L’università

«Il Cup – ha evidenziato la Faraotti – de3eve creare un legame tra ragazzi del mondo accademico e il territorio, dialogando anche con le istituzioni. Il Piceno conta quasi 2.500 universitari, una grande comunità non solo con ragazzi che decidono di restare, ma anche con altri che vengono per i servizi e la qualità della vita». Poi gli interventi di Angelo Mellone, Maria Chiara Virgili, Giuliano Guarini ed Edoardo Prati.

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