Pantano, bivacchi e vandali no-stop, raid nel parco di via Rossi: distrutto tutto. I residenti allo stremo: «Servono le telecamere»

PESARO «Questa volta hanno dato davvero il peggio di sè. Hanno devastato tutto. Non possiamo ritrovarci il parco ridotto così dopo ogni weekend: servirebbe delle telecamere». Ai piedi del bidone scardinato dal suo palo e abbandonato a terra si è radunato un piccolo capannello di signore di Pantano arrivate al parco di via Rossi per portare un po’ a spasso i propri cagnolini. Una di loro indica la free library a cui i vandali hanno staccato il vetro di facciata sabato sera, ora riverso a terra: «Non hanno nessun rispetto e ogni volta sembrano volerla combinare ancora peggio della volta precedente. Tanto non vengono mai presi». 

I vetri

Un altro dito poi punta verso uno dei vasi scaraventati contro il tronco di un albero, da cui è fuoriuscita tutta la terra. Il tour della distruzione continua verso le panchine in legno, costellate di bicchieri di plastica, bottiglie di alcolici ed energy drink. Una delle signore strattona il guinzaglio del proprio cane: «Ormai non possiamo neanche più portarli al parco senza doverci preoccupare che calpestino dei vetri». Non sono stati solo i giardini di via Rossi ad essere presi di mira dai ragazzi scatenati del weekend: le tappe nel quartiere di Pantano hanno incluso anche il parchetto di via Cesare Abba e via Belgioioso, dove per una volta si è salvato il gazebo ma in compenso, dopo la bicicletta, a un mese di distanza ad essere gettato nel canale Genica è stato un paletto dissuasore scardinato dal vicino marciapiede. «Qui servirebbero delle videocamere di sorveglianza: forse sapendo di essere beccati ci penserebbe due volte prima di rovinare una proprietà pubblica così» commenta una madre coi figli piccoli appresso.

Ad essere stanchi non sono solo i residenti delle vie limitrofe, che si vedono costretti a dribblare bicchieri, cartacce e vetri nei parchetti, ma anche l’Amministrazione.

L’appello di Bracco

Il presidente di quartiere, Ezio Bracco, si accoda all’appello del sindaco Biancani, pubblicato ieri dal Corriere Adriatico, improntato al dialogo: «È chiaro che la strada dell’educazione civica non basta più. Abbiamo già organizzato incontri con le scuole, le associazioni, e i residenti, ma se questi sforzi non dovessero bastare, dobbiamo essere pronti a intraprendere azioni più forti». Il primo step prevede un sopralluogo della Giunta per incontrare «direttamente i giovani nei luoghi più colpiti». Il consigliere di quartiere, Marcello Valdinocci, invece suggerisce di adottare un progetto già in voga nella vicina città di Fano: «La soluzione? Quello che chiedo da anni: il vigile di quartiere. Ma per davvero non le prese per il naso – spiega Valdinocci -. La presenza di un pubblico ufficiale che controlli, presidiando e dialogando con le persone, e soprattutto i giovani, potrebbe essere la soluzione per un quieto vivere». E aggiunge: «Quei personaggi si conoscono ma nessuno interviene, per questo si sentono liberi di fare e disfare a loro piacimento» conclude.

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