Pesaro, nel mirino dei vandali pure il lungomare: «La domenica trovo di tutto, sporcano di più la spiaggia in inverno che d’estate»

PESARO Ci sono segreti che solo la spiaggia può raccontare. Nel caso dei bivacchi che si susseguono sul lungomare di Levante – a prescindere dalle stagioni e dalle temperature – anche le videocamere di sorveglianza però potrebbero raccontare qualche dettaglio. Ma chi frequenta via Nazario Sauro nelle ore notturne del weekend sembra sapere quali siano i punti ciechi e riesce a infilarsi con nonchalance tra le cabine per acquattarsi a bere insieme agli amici.  

I risultati? Come la battigia dopo la tempesta, la domenica gli stabilimenti balneari di Levante rivelano i racconti della serata precedente: «La mattina dopo mi ritrovo sempre a dover pulire il disastro lasciato dai ragazzi la sera prima» commenta Claudio Casoli, gestore dei Bagni 27 sul lungomare Sauro. «Una domenica ho saltato la consueta pulizia settimanale e quella dopo, con i resti dei bivacchi, sono riuscito a riempire due sacchi pieni di immondizia».

Tra le cabine

Il segnale più ricorrente di una presenza umana che si è infischiata per tutta la notte dell’ambiente e delle regole più basiche del buon senso sono i tantissimi bicchieri di plastica che costellano la spiaggia, parte del viale e, soprattutto, l’intercapedine tra la strada e le cabine degli stabilimenti. Quando ci si affaccia su quella fessura lunga quanto un braccio, lo spettacolo è garantito: l’impressione è di trovarsi di fronte a un gioco enigmistico in cui contare quante volte si ripete un oggetto. Oltre ai bicchieri che un tempo contenevano i drink, anche cannucce, pacchetti di sigarette, bottiglie di vetro e di plastica. Innumerevoli i mozziconi. In questo caso, il gioco somiglia più a quello televisivo con Raffalla Carrà in cui si vince indovinando il numero esatto di fagioli all’interno di un vaso.

Le stagioni

«È un problema che ci attanaglia tutto l’anno, ma in inverno è peggio che d’estate – aggiunge Casoli – perché da settembre in poi gli stabilimenti sono chiusi e non ci sono più controlli, se non quelli delle telecamere». Ma il mare non va mai in vacanza. «Per noi che vogliamo mantenere pulite le nostre spiagge tutto l’anno è un grosso disagio. Magari c’è qualcuno che passeggia in spiaggia anche di inverno e non può ritrovarsi i vetri in mezzo al tragitto: si rischia di farsi male» spiega Casoli.

Le bevute

Il gestore balneare definisce quella parte del lungomare di Levante come «una zona franca, in cui tutti fanno un po’ quello che vogliono». Certo non aiuta la posizione dei Bagni 27, esattamente di fronte ai bar che riscuotono più successo durante i sabato sera pesaresi. È facile pensare che tutto ciò che finisce tra strada e cabine sia il semplice risultato di lanci, neanche troppo impegnativi, effettuati dai frequentatori dei bar che si siedono sulle panchine che danno le spalle agli stabilimenti. Ma scendendo in spiaggia ci si rende conto che quella spazzatura lasciata in giro non è solo frutto di un gesto goliardico di un frequentatore di locali. In certi angoli degli stabilimenti, più riparati dallo sguardo dei passanti, si trovano buste della spesa e scontrini insieme a bottiglie e lattine con impresse le marche dei distributori dei supermercati di zona. Tra le fioriere poi è possibile scovare dei “bouquet” di lattine di birra che, essendo dello stesso colore dei quadrifogli presenti nel vaso, quasi passano inosservate. C’è chi fa appositamente la spesa per consumare birra e vino in spiaggia nel cuore della notte, quando le temperature raggiungono il minimo e l’umidità il suo picco.

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