Ermes, il paracadutista morto a Fano: atletico a 70 anni: «Un’altra stella in cielo». Il post del V Battaglione, passione coltivata…

FANO L’incidente avvenuto all’aeroporto di Fano domenica scorsa è il più grave che abbia funestato a memoria d’uomo l’attività che sul piuano locale ha a che fare con il volo. Chi pratica il paracadutismo continua a ribadire che si tratta di una attività del tutto sicura, una convinzione che solo un errore umano può smentire. Questo era anche il credo di Ermes Zampa, il fanese che alla passione del paracadutismo aveva dedicato tutta la sua vita. Vi si era immerso fin da giovane e da allora l’aveva coltivata anche con l’avanzare dell’età, sentendosi a 70 anni ancora nel pieno delle forze e nella condizione di trasmettere, da istruttore, il suo entusiasmo ai più giovani. 

Istruttore esperto

Da istruttore conosceva alla lettera tutte le manovre, le precauzioni, gli adempimenti che bisogna assumere per effettuare un buon lancio e lui di lanci ne aveva fatti oltre 2mila, conservando un fisico atletico, asciutto. Di lavoro faceva altro: per un certo periodo aveva aperto una macelleria nel suo quartiere, il Poderino, in viale Italia dove si era fatto conoscere per la qualità della sua carne, poi aveva fatto anche l’autista, compiendo tra l’altro diversi viaggi con carichi di vongole. Ora era in pensione e poteva dedicarsi con maggiore adesione e alla sua passione, quella del paracadutismo.

Il Centro trasfusionale

Ma c’era dell’altro: dalle parole delle dottoresse e delle infermiere del Centro trasfusionale di Fano, che lo hanno conosciuto nel suo lungo percorso di donazione, emerge il ricordo di una persona squisita, dai modi sempre delicati e costantemente disponibile. Grande donatore “Croce d’oro”, Ermes ha rappresentato un esempio autentico di altruismo e generosità silenziosa, lasciando un segno profondo non solo per ciò che ha donato, ma per l’umanità con cui lo ha fatto. Per questo, tutta l’Avis e il Centro trasfusionale di Fano si stringono con affetto alla famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, con riconoscenza infinita. «Il suo ricordo – hanno dichiarato il presidente Fabrizio Tito, Laura Lupis e Roberta Bagnati – resterà vivo nei nostri cuori». Anche il V Battaglione Paracadutisti Fano, ha comunicato con estremo ed immenso dolore, la perdita di un’altra colonna portante del gruppo evidenziando come nell’incidente verificatosi durante il lancio, quando i due paracadute si sono intrecciati tra di loro, ha perso tragicamente la vita Ermes Zampa insieme a un’altra paracadutista, la quale non faceva parte del Battaglione, ma per tutti era semplicemente Violetta. «Violetta Laiketsion – hanno evidenziato i paracadutisti del V Battaglione – ha partecipato più volte ai nostri lanci come videomaker, e pur non appartenendo al nostro Battaglione, da oggi sarà anche lei un’altra stella che brillerà lassù nel cielo, insieme ai nostri fratelli (Dino Cardinali, Mencarelli Daniele, e Carlo Mariani)». Spontanee e particolarmente significative anche le parole espresse in un post da un altro paracadutista, Cesare Rad Zanotti, che proprio sul cielo di Fano ha fatto i suoi primi lanci da brevetto: «Chi si è lanciato almeno una volta lo sa: non è uno sport, è un atto di fiducia. È un patto non scritto con l’aria e con la natura. Forse è la cosa più vicina alla “fede” che io abbia mai provato».

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