Pnrr, brivido impianti sportivi: nodi Palaveneto e tiro a segno. Il Comune appeso alla proroga

ANCONA Brividi finali per il Pnrr, specialmente per quanto riguarda gli impianti sportivi. A poco più di tre mesi dalla deadline di marzo 2026, entro cui vanno terminate tutte le opere finanziate con i fondi europei, adAnconadue cantieri su tre fanno accendere un campanello d’allarme al Comune. «Speriamo che le misure del Governo per il salvataggio dei cantieri fuori tempo facciano il loro effetto» confessa l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini.

La speranza

In particolare, a preoccupare sono il restyling del Palaveneto, ancora bloccato al 55%, e la costruzione del nuovo centro per il tiro a segno di Passo Varano, ancora al 25%. Nel caso del palazzetto di via Veneto, l’assessore ragguaglia: «Abbiamo avuto un incontro con la ditta e la prospettiva è quella di terminare i lavori per giugno 2026». Oltre i termini fissati dall’Unione Europea, il che farebbe scattare la revoca del finanziamento (6 milioni di euro), con Palazzo del Popolo che dovrebbe surrogare con risorse proprie. «Ma i Comuni hanno risorse limitate sul fronte dei mutui, noi non saremmo in grado di farcela» mette in chiaro Tombolini. Si fa ancora più diretto: «Significherebbe mandare per aria i Comuni».

Ritardi e rischi

Tombolini parla al plurale perché in tutta Italia sono centinaia le opere Pnrr in ritardo rispetto ai target europei, perciò a rischio. Anzi: «Ritengo che Ancona sia stato un Comune virtuoso». Ma ciò non toglie che ci siano delle opere critiche. Palaveneto in primis, dove si sta completando il tetto e mancano tutte le sistemazioni interne. «Il sindaco ci dice che è tranquillo» sottolinea comunque Tombolini. Forte di un ruolo di peso nell’Anci nazionale, il primo cittadino ha evidentemente ricevuto rassicurazioni in merito alle trattative in corso con l’Unione Europea per trovare una exit strategy che consenta il salvataggio dei cantieri in ritardo. «Le prefetture stanno facendo già il censimento dei progetti» anticipa l’assessore. Insomma, sembra tutto pronto. Ma non ci sono certezze, per adesso. Più che il Palaveneto, però, l’incubo di Palazzo del Popolo è proprio l’impianto del tiro a segno di Passo Varano. I lavori (4,8 milioni) sono fermi, e ci resteranno fino a metà gennaio, quando arriveranno dei pezzi importanti.

La confessione

«Parliamoci chiaramente, quello è un cantiere che per giugno non sarà pronto» mette le mani avanti l’assessore.

Aggiunge: «Nemmeno con un miracolo, perciò sarebbe uno di quei cantieri che ci farebbe penare se non succedesse nulla di diverso a livello centrale». La proroga, torniamo sempre lì. La speranza di Tombolini non dovrebbe essere vana: «Fitto, in un incontro a Vicenza, ha anticipato novità in questo senso». In generale, quindi, alla domanda se si sente tranquillo, Tombolini risponde: «Diciamo di sì».

Ma perché il tiro a segno di Passo Varano arranca? Semplice: i lavori sono partiti tardi. Molto, all’inizio di quest’anno. Colpa di richieste della Federazione che il Comune non ha potuto esaudire (mancavano 1,5 milioni di fondi) e che hanno tenuta appesa a un filo l’opera. Poco distante, invece, va molto bene la nuova piscina olimpionica. L’avanzamento lavori (spesa di 3 milioni, 2,5 milioni Pnrr) segna l’81%. «Mancano le finiture impiantistiche, è quasi finita» ragguaglia il titolare dei Lavori pubblici. Permarzo, insomma, dovremmo farcela. Esulando dal Pnrr, si corre anche per completare lo Stadio Dorico. I lavori, iniziati nel 2020, sono arrivati alle fasi conclusive. È stato gettato il fondo del nuovo campo da tennis mentre l’impresa sta lavorando sia alle sistemazioni esterne che ai bagni. Obiettivo: aprire entro i primi mesi del 2026. Più precisi, per ora, è impossibile esserlo.

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