Prosecco Doc, via libera per 6mila ettari in più. Guidolin: «Annata positiva, così facciamo fronte al mercato»
L’ok della Regione, assegnazione in due fasi: 3.050 nel 2026, il resto in base alla domanda
martedì 9 dicembre 2025di Giuliano Pavan

TREVISO – Il Prosecco Doc piace.
E non poco. Il mercato è in crescita, al di là dei dazi americani imposti dal presidente Donald Trump. Un aumento di domanda che l’assemblea del Consorzio di tutela, guidato da Giancarlo Guidolin, aveva previsto già lo scorso aprile, votando di conseguenza l’approvazione per la presentazione alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia della richiesta di poter attingere a ulteriori 6.050 ettari di glera per la produzione. Richiesta presentata a settembre, in piena vendemmia. E il via libera è arrivato, con la delibera firmata dall’ormai ex assessore regionale all’agricoltura e al turismo Federico Caner.
«La delibera dell’assemblea dell’aprile scorso – sottolinea il presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, Giancarlo Guidolin – ha approvato una fotografia di assegnazione per 6mila ettari, che saranno fatti in due tempi: 3.050 avranno assegnazione definitiva con la vendemmia 2026, gli altri 3mila a condizione di mercato favorevole. Questi provvedimenti sono legati a vitigni di glera messi a dimora prima del 2018. La Regione, con la sua delibera, ha di fatto approvato l’assegnazione di questi 3.050 ettari che erano già stati approvati dal consiglio di amministrazione del Consorzio».
IL PUNTO
In altre parole la vendemmia del 2026 potrà contare su 27.500 ettari di glera, con un’eventuale assegnazione futura che potrà arrivare a 30.500 se le condizioni di mercato lo renderanno possibile, con l’obiettivo di soddisfare le richieste. Cosa peraltro già accaduta quest’anno, con l’approvazione a un attingimento straordinario a 6.900 ettari in più. «Si tratta sempre di vitigni di glera messi a dimora prima del 2018 – continua il presidente Guidolin – Vista la situazione positiva del mercato del Prosecco Doc, per soddisfare l’esigenza e trovare un equilibrio tra domanda e offerta abbiamo ottenuto un attingimento straordinario di 6.900 ettari». Segno, come detto, il Prosecco Doc tira. Basti pensare che nel 2025 si arriverà a 4 milioni 900mila ettolitri di prodotto, che si traduce in 660 milioni di bottiglie.
LA DELIBERA
La Regione, a conti fatti, ha disciplinato quello che negli ultimi cinque anni è stata, tra virgolette, una “consuetudine”: l’integrazione temporanea annuale del potenziale viticolo, ovvero il cosiddetto “attingimento”. Un modo per far fronte alla domanda ed evitare pericolosi eccessi di offerta. È successo nel 2021 quando l’attingimento è stato di 6.250 ettari, nel 2022 con 7.500, nel 2023 con 5.800, nel 2024 con 3.900 e, per finire i 6.900 di quest’anno. Con l’assegnazione definitiva dei 3.050 ettari per il 2026, con la possibilità di aggiungerne altri 3mila se il mercato dovesse continuare a essere positivo, è stato modificato il disciplinare di produzione. Solo 100 ettari riguarderanno, mediante bando, superfici con autorizzazioni di nuovi impianti, il resto sarà suddiviso per regioni: l’81% al Veneto (ovvero 4.894 ettari), e il 18,5% al Friuli Venezia Giulia.
I restanti 100 saranno divisi equamente. Di certo c’è che, stando ai numeri, il Prosecco Doc continua a crescere. Se nel 2020 gli ettolitri erano stati 3.753.000 (pari a 500,4 milioni di bottiglie), nel 2021 si è passati a 4.706.000 con un incremento di oltre 120milioni di bottiglie (nello specifico 627,5 milioni). Nel 2022 il numero di bottiglie è aumentato toccando quota 638,5 milioni (con 4.798.000 ettolitri), nel 2023 è sceso a 616,1 milioni (4.621.000 ettolitri) e nel 2024 è tornato a salite con 4.948.00 di ettolitri per 659,7 milioni di bottiglie. Come detto, il 2025 parla invece di 660 milioni di bottiglie con una produzione di 4.900.000 ettolitri.
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