Tutta Fano ai funerali del dottor Roberto Ansuini, chiesa San Pio X strapiena: «La nostra guida nei momenti bui»

FANO Roberto Ansuini ha dato molto alla comunità fanese e i suoi concittadini sono accorsi in massa a ringraziarlo nel momento in cui gli è stato tributato l’ultimo saluto. Alla cerimonia di commiato che si è svolta ieri mattina al Poderino, la chiesa di San Pio X, la chiesa che Roberto frequentava abitualmente come grande collaboratore del parroco don Giovanni Frausini, si è presto riempita come nelle grandi occasioni, tanto che molte persone non riuscendo ad entrare sono rimaste fuori sul sagrato, dove comunque lo svolgersi dell’officio funebre poteva ugualmente essere seguito grazie a un impianto di amplificazione. 

Le celebrazione

Attorno all’altare due vescovi una decina di sacerdoti e alcuni diaconi. La concelebrazione della messa è stata presieduta dal vescovo di Fano Andrea Andreozzi e con lui c’era anche l’arcivescovo emerito Giovanni Tonucci, fratello di don Paolo la cui missione portata avanti per 30 anni nella città di Camacarì in Brasile, ha ispirato l’apostolato di Roberto. Un apostolato fatto di esempio di vita e di segni concreti, come l’aiuto in pacchi viveri raccolti per aiutare il sostentamento delle famiglie in difficoltà. Operatore sociale e medico al tempo stesso, verrebbe da dire medico del corpo e dell’anima, tutto quello che poteva fare Roberto Ansuini lo faceva e lo faceva con il sorriso sul volto; quel sorriso che ha cercato di trasmettere anche ai bambini sofferenti animando i clown della salute, i quali non hanno mancato di rivolgergli un commosso pensiero al momento del commiato. Ma il primo a prendere la parola dopo la benedizione della salma da parte del celebrante è stato l’amico Marco Labbate. Per quest’ultimo Roberto è stato “una colonna portante” per la sua famiglia e per l’altra grande famiglia che era la sua città ed è stato “un piantatore di ulivi” colui che superati i 70 anni continuava a pensare al futuro, continuava a seminare, a ideare progetti, perché sapeva di vivere in mezzo a tante persone che si trovavano in stato di bisogno. «La sua morte – ha detto – è un lutto cittadino, tanto era palpabile il suo carisma. Al di là di tutti gli egoismi, egoismi, i traffici, i tradimenti, le bugie, talvolta le violenze che molte volte coltiviamo per disporre di piccoli o grandi brandelli di potere economico e politico, la grandezza è un’altra cosa: la grandezza che avvertiamo nel profondo è quella delle anime enormi come le querce. Roberto Ansuini è stata una di quelle anime».

Le figlie

Un’anima che si è spesa anche per i giovani collaborando con le scuole, la Gandiglio, la Padalino, in cui ha parlato agli studenti di come vivere in salute e superare i momenti critici della loro fragilità adolescenziale. Ma le parole più toccanti sono state dette dalle figlie, Roberta e Martina, che più volte hanno pronunciato un sommesso “grazie”: «grazie per l’amore che ha alimentato giorno per giorno le nostre stesse vite, grazie per averci fatto da guida nei momenti bui, grazie per averci trasmesso i tuoi valori». Un grazie che si è trascinato a lungo coinvolgendo tutta l’assemblea, con la consapevolezza che ciascuno dei presenti aveva un qualche motivo per dire grazie all’amico Roberto.

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