Vendramin-Corner, l’istituto veneziano apripista del nuovo percorso 4+2. In cattedra accanto agli insegnanti anche figure professionali
«Le mille ore del quinto anno non sono perse – spiega – ma vengono utilizzate nella filiera, quindi sul campo anche in attività pomeridiane o durante il periodo estivo, compresi stage all’estero»
martedì 9 dicembre 2025di Raffaella Ianuale

VENEZIA La sperimentazione della filiera del 4 + 2 lo scorso anno è partita a rilento. Delle cinque scuole venete che hanno aderito a far da apripista c’è il Vendramin-Corner di Venezia. «Quando si riduce di un anno passando da cinque a quattro anni il percorso di studi la scuola viene rovesciata» ammette il dirigente scolastico Michelangelo Lamonica che a settembre con i 16 ragazzi che hanno aderito alla sperimentazione è stato accolto dal capo dello Stato Sergio Mattarella e dal ministro all’Istruzione e al Merito Giuseppe Valditara per l’inaugurazione dell’anno scolastico.
STAGE IN AZIENDA
«Le mille ore del quinto anno non sono perse – spiega – ma vengono utilizzate nella filiera, quindi sul campo anche in attività pomeridiane o durante il periodo estivo, compresi stage all’estero».
Cambia proprio l’impostazione, gli insegnanti possono essere affiancati da “docenti” esterni che arrivano dal mondo del lavoro. «Ad esempio un comandante di una compagnia può essere presente in classe assieme al professore di navigazione – spiega il dirigente scolastico – così come intervengono esperti di artigianato ed elettricisti per realizzare progetti assieme agli studenti». Perché negli intenti della riforma si cerca di formare studenti che apprendano non solo sui banchi, ma direttamente nei posti di lavoro. Una risposta pensata per il mondo dell’impresa, dell’industria e dell’artigianato alla ricerca di tecnici specializzati. «L’obiettivo è formare dei tecnici altamente specializzati, lo richiedono le imprese – prosegue il preside – questo non esclude che manteniamo anche il percorso tradizionale di cinque anni». Chi sceglie il percorso più breve può poi proseguire con l’Its Marco Polo, altri due anni professionalizzanti con aziende del territorio. L’iscrizione costa alle famiglie quanto l’iscrizione universitaria, all’incirca duemila euro l’anno.
POSTI DI LAVORO
C’è poi la questione denunciata dai sindacati legata al taglio dei posti di lavoro degli insegnanti con la riduzione di un anno. Perplessità sollevate da varie sigle tra cui Gilda, Cisl e Cgil. Il dirigente ritiene e che i professori rimangono gli stessi del corso di cinque anni. «Le ore rimangono uguali e anche quando gli studenti fanno uno stage in azienda c’è bisogno del docente che trasformi queste esperienze in voti».
Ultimo aggiornamento: 16:43
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