Sandro Valent, il fiume d’affetto per il 57enne morto in montagna cercando il vischio: «L’amore per le valli e il suo sorriso»
Cinquantasette anni compiuti da pochi giorni, viveva a Udine insieme alla moglie Alessandra Basso, ma le radici erano a Enemonzo e a Tolmezzo, dove aveva trascorso infanzia e adolescenza
martedì 9 dicembre 2025di Redazione Udine

UDINE – «Una mente brillante». «Una persona vivace, acuta. Mancherà tantissimo». Sono alcuni dei pensieri più significativi che gli amici di una vita gli hanno dedicato nelle ore successive alla tragedia. Sandro Valent lascerà un vuoto enorme in chi l’ha conosciuto e ne ha apprezzato doti e caratteristiche.
Nel lavoro, dove era stimato per competenza e serietà, e nella vita privata, che custodiva con riservatezza.
Cinquantasette anni compiuti da pochi giorni, viveva a Udine insieme alla moglie Alessandra Basso, ma le radici erano a Enemonzo e a Tolmezzo, dove aveva trascorso infanzia e adolescenza. La montagna era il suo rifugio, lo spazio del silenzio e della libertà. Con il cugino Mauro Daltin condivideva da sempre camminate nei boschi, giri in bici, ore di fatica e respiro pulito. A Enemonzo raggiungevano spesso il cugino Franco Iaconissi, per una giornata di natura e chiacchiere, come tante altre domeniche. Era diventata una tradizione anche la raccolta del vischio, un gesto tramandato dal padre e che Sandro portava avanti ogni dicembre. Proprio quei boschi, per lui “casa”, sono diventati il luogo dell’ultima tragedia.
IL PROFILO
Valent era preparato, prudente, attento all’attrezzatura e ai dettagli. Lo ricordano così anche gli amici: una persona che trasmetteva sicurezza, intelligente, ironica, generosa, con la risata trattenuta ma contagiosa e la battuta pronta. «Ricorderò per sempre quel modo di ridere a denti stretti, irresistibile». Dopo la laurea in ingegneria gestionale all’Università di Udine e un recente master in Business Administration, Valent aveva costruito una lunga carriera nell’information technology. «Da 25 anni nel settore IT, mi piace mettere a disposizione dei clienti la mia esperienza», scriveva sul suo profilo LinkedIn. Lavorava come account manager alla Alfa Sistemi, dove era tornato dopo varie esperienze per occuparsi dell’area commerciale. In tanti, ieri, hanno voluto stringersi attorno alla moglie Alessandra e ai familiari.
I MESSAGGI
«Era una persona buona, educata, gentile raccontano parenti ed amici . Amava la montagna, il campionato Carnico, il ciclismo». «Una persona vivace, acuta. Mancherà tantissimo», ha scritto l’amica Anna Rotaris su Facebook. Un carattere solido, schivo all’apparenza, ma capace di legami profondi e duraturi. “Siga”, lo chiamavano gli amici di gioventù. Per Bruno Tavosanis era «uno degli amici del cuore», quello delle partite di calcio inglese guardate in tv, delle sfide a black jack, delle estati all’oratorio, delle serate in discoteca, delle grigliate improvvisate, perfino di un viaggio in corriera a Brunico per vedere il ritiro della Roma. «Poi un giorno arriva una notizia che ti lascia senza fiato. Ciao Siga». Ricordi che si sovrappongono, tra pomeriggi al Grest e alle scuole, le compagnie di Via Officina Elettrica, le amicizie che restano anche quando la vita porta altrove. I funerali di Valent verranno molto probabilmente nella giornata di mercoledì, a Udine.
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