Imu, il 16 dicembre scade l’ultima rata: chi è esente dal pagamento e gli sconti

Domani, 16 dicembre, scade il termine per il versamento della seconda rata dell’Imu, l’Imposta municipale unica dovuta sul possesso di immobili. Si tratta del saldo annuale, cioè della quota che completa quanto eventualmente già pagato a giugno in sede di acconto. Il pagamento serve a conguagliare l’imposta complessiva dovuta per l’intero anno, calcolata applicando le aliquote effettivamente deliberate dai singoli Comuni per il 2025.

Chi ha scelto di suddividere l’imposta in due rate deve quindi regolare ora la differenza tra l’importo complessivo e quanto già versato. Restano invece esclusi da questa scadenza i contribuenti che hanno pagato l’Imu in un’unica soluzione a giugno e coloro che non sono tenuti al pagamento per effetto di specifiche esenzioni.

 

Chi è obbligato al versamento e chi non paga

L’Imu è dovuta principalmente dai proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale. Rientrano in questa categoria le seconde case, gli immobili a uso commerciale o produttivo, le aree edificabili e, in generale, tutti i fabbricati che non sono utilizzati come dimora abituale del proprietario. L’imposta si applica anche alle abitazioni principali considerate di lusso, identificate dalle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, che non beneficiano dell’esenzione prevista per la prima casa ordinaria.

Non devono invece versare l’Imu i proprietari dell’abitazione principale non di lusso e delle relative pertinenze, come garage o cantine, entro i limiti previsti dalla legge. Anche i terreni agricoli possono essere esclusi dal tributo in presenza di determinati requisiti legati alla loro ubicazione o alla qualifica del proprietario.

 

Le esenzioni previste dalla normativa

La normativa sull’Imu prevede una serie di esenzioni totali che liberano completamente il contribuente dal pagamento dell’imposta. La più rilevante riguarda l’abitazione principale in cui il proprietario risiede abitualmente, purché non rientri nelle categorie di pregio. Sono inoltre esenti alcuni fabbricati rurali a uso strumentale, gli immobili di proprietà di enti pubblici destinati a specifiche funzioni istituzionali, i fabbricati utilizzati per attività sociali, culturali o di culto e altre tipologie individuate dalla legge.

In alcuni casi l’esenzione è automatica, mentre in altri è necessario presentare una dichiarazione o comunicare al Comune la propria situazione per poter beneficiare dell’agevolazione.

Verificare la corretta classificazione catastale e l’uso dell’immobile è quindi fondamentale per evitare pagamenti non dovuti.
 

Riduzioni e agevolazioni sull’importo da versare

Accanto alle esenzioni complete, il sistema dell’Imu prevede diverse riduzioni che consentono di diminuire l’importo da pagare. Una delle più conosciute riguarda gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito a figli o genitori: se il contratto è registrato e sono rispettate precise condizioni, l’imposta è ridotta del 50%. Un’ulteriore agevolazione è prevista per gli immobili locati con contratti a canone concordato, per i quali l’Imu può essere ridotta fino al 25%.

Sconti sono riconosciuti anche per immobili dichiarati inagibili o inabitabili e per quelli di interesse storico o artistico. Queste riduzioni non sempre comportano l’azzeramento dell’imposta, ma permettono comunque un alleggerimento significativo del carico fiscale, nel rispetto delle regole stabilite a livello nazionale e comunale.

 

Calcolo, controlli e ultimi adempimenti

Per rispettare la scadenza del 16 dicembre è necessario verificare con attenzione il corretto calcolo dell’imposta. L’Imu si determina partendo dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata secondo i coefficienti di legge, sulla quale si applicano le aliquote comunali e le eventuali agevolazioni spettanti. Dal totale così ottenuto va sottratto quanto già versato a titolo di acconto, per individuare l’importo da pagare a saldo. Il versamento avviene tramite modello F24, utilizzando i codici tributo corretti.

Un errore nel calcolo o un pagamento tardivo può comportare sanzioni e interessi, motivo per cui molti contribuenti scelgono di affidarsi a professionisti o agli strumenti di assistenza messi a disposizione dai Comuni per adempiere correttamente all’obbligo fiscale entro i termini previsti.

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