VENEZIA – Le ha bloccate tenendole per i capelli, impedendo loro di scappare fino all’arrivo dei carabinieri. È quanto accaduto ieri pomeriggio, attorno alle 16, in calle dei Frati, tra campo Santo Stefano e campo Sant’Angelo, dove un turista americano dopo essersi accorto di essere stato borseggiato ha reagito d’istinto riuscendo a bloccare due ladre minorenni.
Le due ragazze sono volti noti a Venezia, in particolare ai gruppi di cittadini che da tempo raccolgono ogni segnalazione in merito al fenomeno dei borseggi, i Veneziani non distratti.
Le minorenni farebbero infatti parte della stessa banda di quattro che, alcuni mesi fa, aveva pedinato un gruppo di turiste costringendole a rifugiarsi all’interno di un albergo per sfuggire ai continui tentativi di furto. Una delle due – la stessa che nell’immagine indossa un giubbotto bianco – è conosciuta dai Veneziani non distratti con il soprannome di “Tina”.
L’AGITAZIONE
All’arrivo dei carabinieri, la situazione si sarebbe ulteriormente surriscaldata: la minorenne avrebbe infatti iniziato a urlare e inveire, mostrando un atteggiamento aggressivo e minaccioso sia verso chi stava riprendendo la scena con il cellulare sia nei confronti degli stessi militari. Nel tentativo di ribaltare la responsabilità, avrebbe cercato di passare per vittima, sostenendo di essere perseguitata dai Veneziani non distratti che la stavano filmando. «Questa tra un paio d’anni sarà una delle peggiori: sgrida, alza le mani, è aggressiva. Va presa e portata subito in comunità», afferma Monica Poli, portavoce del gruppo. «Non si limitano a borseggiare turisti e residenti: la banda di queste ragazze – tutte minorenni e, a quanto ci risulta, le uniche attualmente presenti in città – rubano anche nei negozi».
Da qui l’appello al tribunale per i minorenni. «Ci chiediamo perché non si decida di sottrarre queste ragazzine, che hanno poco più di dieci anni, al contesto criminoso in cui sono nate e cresciute. È fondamentale intervenire subito, inserendole in comunità protette, per evitare che tra dieci anni diventino ladre pericolose, aggressive e impossibili da fermare. Così come sono stati tolti i figli alla cosiddetta “famiglia del bosco”, a maggior ragione dovrebbe essere fatto per queste ragazze».
IL QUADRO
Ma quello di calle dei Frati non è stato un episodio isolato. «Ieri in città c’erano parecchie bande, soprattutto alle Mercerie e all’Accademia», prosegue Poli. «Sono tornati anche i famosi “Que Pasa” spagnoli, già noti per episodi di aggressività. Stiamo vedendo inoltre molti volti nuovi provenienti da altri Stati europei, bande formate soprattutto da uomini, a volte con alcune donne al seguito, ma anche gruppi di donne arrivate da altre regioni e dall’estero. Lo sappiamo perché siamo in contatto diretto e costante con i Non distratti di altre città e Paesi, che ci confermano come queste persone operassero da loro fino a pochi giorni fa».
Il problema, però, non riguarda più soltanto il centro storico. La pressione dei borseggiatori si sta facendo sentire sempre di più anche in terraferma. Ieri, in particolare, essendo giorno di mercato a Marghera, diversi cittadini hanno segnalato la presenza di borseggiatori in piazzale Cialdini e sugli autobus diretti verso Mestre e Venezia.
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