Per giorni ha provato a svegliare il suo padrone, come dimostrano i segni trovati sul corpo, senza capire che Paolo (nome di fantasia) non c’era più. L’uomo aveva 51 anni e viveva da solo con il suo cane Tobia, a Meana di Susa (Torino). Quando i soccorsi sono giunti e hanno aperto la porta, hanno trovato il corpo riverso a terra e accanto quello dell’animale. Erano morti entrambi.
La ricostruzione
Tobia è morto di fame e sete, accanto al suo proprietario.
Paolo e il suo amico a quattro zampe vivevano isolati, lontano da tutto e tutti, lungo la strada provinciale 172 verso il Colle delle Finestre. A raccontare questa storia straziante è “La Stampa”. Nessuno ha scoperto per giorni cosa fosse successo a Paolo. Stando alle prime ricostruzioni, il 51enne sarebbe morto per cause naturali. Al momento l’ipotesi più accreditata è un infarto fulminante.
Sul corpo, il medico legale ha notato dei segni compatibili con i morsi del cane, trovato morto accanto a Paolo. Tobia avrebbe cercato di svegliare il proprietario, senza capire cosa stesse succedendo. Tentativi, ripetuti, risultati vani. Così, senza acqua e senza cibo, l’animale si è abbandonato allo stesso triste destino del suo umano.
L’allarme
A far scattare l’allarme, è stata la sorella di Paolo. La donna, che vive in un’altra città, non riusciva più a mettersi in contatto con il fratello. Poi, quel silenzio prolungato e ambiguo, l’ha spinta a chiamare i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Susa, il medico legale e i sanitari del 118 Azienda Zero. Il corpo del cane è stato affidato ai veterinari dell’Asl To3 per gli accertamenti di competenza.
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