Il giallo del Decameron, il primo facsimile nato a Venezia

VENEZIA – Eccolo un nuovo primato dell’editoria veneziana: 1729, stampa del primo facsmile della storia europea. In quell’anno dai torchi della Dominante esce una riproduzione «quanto più simile» (si diceva così perché il termine facsimile compare per la prima volta soltanto nel 1782) della celebre edizione del 1527 del “Decameron” di Giovanni Boccaccio, stampata a Firenze da Giunta. La “Ventisettana”, com’è stata chiamata, è la più bella, la più accurata, delle edizioni dell’opera di Boccaccio, e doveva essere il prototipo di tutte quelle successive. Invece è diventata una rarità, non solo perché tirata in pochi esemplari, ma anche perché è una delle ultime integrali, prima che il “Decameron” venisse inserito nell’”Indice dei libri proibiti”, stilato da monsignor Giovanni della Casa e pubblicato nel 1559, pure quello a Venezia. Dopodiché «Bocazo porcazo», come lo aveva definito Bernardino da Feltre, il frate che dove predicava faceva spuntare Monti di pietà e massacrare gli ebrei, verrà pubblicato tagliato, rimaneggiato, sostanzialmente sventrato, con alcune novelle completamente soppresse, mentre le edizioni precedenti alla censura che passavano per mani ecclesiastiche venivano fatte sparire.
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