Festa in famiglia di Nadir Taji ha vinto l’edizione numero 22 del Dorico International Film Fest. La giuria di qualità – composta da Marco Risi, Valentina Bellè e Desideria Rayner – lo ha prediletto «per il suo modo apparentemente distante, non spettacolare ma più che mai preciso in cui fotografa i vari quadri familiari nel loro divenire, per il suo uso del fuori campo e per raccontarci la violenza e le relazioni educative tra genitori e figli nel loro smarrirsi, riuscendo a parlare di temi universali al di là delle origini culturali».
La menzione
La giuria ha inoltre riservato una Menzione Speciale a Dead Time di Giacomo Tazzini, una piccola gemma del cinema dell’assurdo, molto apprezzata anche dal direttore artistico Daniele Ciprì: «Non mi piace il cinema calcolato e rimasticato». Ancora Ciprì: «I festival come Diff sono fondamentali proprio perché rivelano opere libere, al contrario dei grandi festival ormai diventati alta moda. I piccoli festival possono formare il pubblico di domani, cosa indispensabile in un periodo di sale semivuote. Vedere sabato la sala piena mi ha emozionato». Gli fa eco Marco Risi: «È stato bello vedere i brevi film di questi giovani cineasti e interessante parlare con loro: hanno delle idee in testa. Non frequentavo Ancona da quando avevo 17 anni e una fidanzatina in città. Mi ha fatto piacere tornare e scoprire che qui accadono delle cose. Quanto al difficile momento del cinema in Italia, lo vivo sulla mia pelle. Ho tre sceneggiature pronte, non riesco a far partire nessuno dei tre film». Gli altri premi del Diff 2025. L’associazione Nie Wiem ha scelto anch’essa Festa in famiglia, mentre l’Accademia del Cinema Renoir si è orientata su Dead Time. Il pubblico ha prediletto Pinocchio Reborn, curiosa e affilata rilettura del personaggio collodiano firmata da Matteo Cirilli, cui è andato anche il Premio della Confartigianato. La Giuria Giovani Nazareno Re è stata conquistata da Marcello di Maurizio Lombardi. L’associazione Cgs Dorico – che per la prima volta nella storia del Festival ha coinvolto nelle giurie studenti provenienti da fuori regione – ha preferito Vermi di Domenico Distilo.
I riconoscimenti
Due riconoscimenti per A domani di Emanuele Vicorito: da parte dei detenuti dei penitenziari marchigiani e da Coop Alleanza 3.0. Quanto alle opere prime del Salto in Lungo, sia il Premio della Giuria sia il Premio Cgs – Ucca sono andati a Parental Leave di Alissa Jung. Infine, tra i corti del Concorso Short on Rights, legato ad Amnesty International, hanno prevalso Yaré di Sallar Othman e The Weight of Light di Anna Hints. Ultimo evento del Festival, ieri pomeriggio, l’anteprima regionale del documentario di Ciprì Pontifex, alla presenza dell’arcivescovo Angelo Spina. Molto soddisfatto l’altro direttore artistico Luca Caprara: «Abbiamo portato tante persone a frequentare il Festival e a vivere la città. Ora è già tempo di pensare alla prossima edizione: per organizzare una manifestazione del genere, serve un anno intero». L’assessora alla Cultura, Marta Paraventi: «Stiamo preparando un documento per sostenere in maniera ancora più efficace il Diff e tutto il settore cinema. Sul cinema puntiamo molto: come veicolo di crescita culturale della città».
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