«E tra un anno, quando si trasferiranno anche i licei, moriremo definitivamente?» È la domanda che si pone un esercente del centro di Santa Teresa di Riva, una zona ormai in piena agonia per la crisi finanziaria, che con il passare del tempo sta perdendo la sua storica vocazione commerciale.
Sono proprio quei 500 metri, tra via Della Pesca e via Del Gambero, con in mezzo la piazza del Municipio, a non brillare più come un tempo, quando ogni giorno centinaia di persone si riversavano sui corsi Regina Margherita e Francesco Crispi per effettuare acquisti nei negozi, sbrigare commissioni e trovare ciò che altrove era introvabile. I tempi in cui in poche centinaia di metri erano concentrati l’esattoria, l’ufficio postale, la Cassa di risparmio, la “cassa mutua” per le prestazioni sanitarie, il Municipio e i licei (nel 2026 si sposteranno a Bucalo), ma anche centri di cultura come la sala cinematografica, quando non esistevano locali sfitti e vetrine vuote e si faceva a gara per accaparrarsi il primo negozio disponibile dove aprire la propria attività, quando il sabato sera i marciapiedi pullulavano di persone uscite dai negozi e dagli esercizi pubblici. La chiusura o il trasferimento degli uffici pubblici, la concorrenza dei centri commerciali e la nascita del commercio online hanno contribuito a far sì che quel mondo dorato svanisse per sempre, complice anche la totale assenza di interventi da parte della politica, che si è dedicata solo al turismo dimenticando la vocazione originaria.
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