Fano, l’opposizione accusa la giunta Serfilippi: «In consiglio Prg e bilancio insieme ma non c’è il tempo per il dibattito»

FANO – Troppa carne al fuoco nel consiglio comunale di giovedì. E c’è chi agita il sospetto che si intenda così circoscrivere artatamente il dibattito. «Inserire nello stesso ordine del giorno la discussione e l’approvazione sia del Prg, sia del bilancio di previsione 2026, la dice lunga sulla volontà dell’Amministrazione comunale di comprimere al massimo tempi e spazi di confronto su due atti fondamentali per la città» denuncia Samuele Mascarin di In Comune nello scorrere la fitta agenda della prossima seduta fissata per il 18 dicembre, con eventuale prosecuzione il lunedì successivo (e l’opposizione si chiede anche perché non già venerdì). 

Nel dettaglio

Nel mirino dell’ex assessore della giunta Seri anche la scelta attribuita alla maggioranza «di approvare il Prg mantenendo il cosiddetto emendamento Seri, che avendo tolto il vincolo delle industrie insalubri di II classe nell’area dell’ex-zuccherificio, rende procedibile la permuta con l’area di Chiaruccia», secondo quella che lo stesso Mascarin torna a descrivere come «una brutta pagina per la politica fanese, che speriamo non sia peggiorata dai diversi potenziali conflitti di interesse presenti nel consiglio comunale».

Sulla permuta si sofferma anche Bene Comune, che nell’intenzione di insediare un polo logistico coglie «l’elemento di continuità tra vecchia e nuova giunta. Le responsabilità di Seri sono enormi, ma più gravi di quelle di Serfilippi. Se non avesse lasciato questa cellula tumorale dentro il piano regolatore, oggi non ci troveremmo in questa situazione. L’ex zuccherificio è un luogo non idoneo per una struttura di quel tipo. Ugualmente non idonea è Chiaruccia». Lanciato in questo senso un ultimo appello all’attuale giunta «perché abbia il coraggio di fare l’unica scelta possibile per il bene di Fano e dei fanesi», archiviando il progetto di polo logistico. «La reintroduzione del divieto di industria insalubre nell’area dell’ex zuccherificio non lede infatti gli interessi dei proprietari dell’area che acquistarono il terreno quando quei divieti erano in vigore. E ripristinare la situazione precedente – rileva Bene Comune – non necessita di contropartita». Ricorda invece come all’epoca «il centrodestra si oppose duramente, mentre oggi quella stessa previsione diventa il presupposto di una permuta presentata come “operazione strategica”, mentre comitati e opposizioni ne contestano giustamente impatti e convenienza» il consigliere comunale del Pd Dimitri Tinti, che addebita alla maggioranza una brusca inversione di rotta anche sul Prg. «Votò contro l’adozione definitiva, accusandolo di essere “sbagliato nel metodo e nel merito” proprio con l’allora consigliere Serfilippi, mentre adesso, dopo qualche ritocco mirato, quel piano tanto avversato diventa indispensabile».

Le modifiche

Tra le modifiche a quella che viene identificata come «una scialuppa di salvataggio» la cancellazione della previsione della strada di Gimarra, rivendicata come un grande risultato, quando invece, secondo l’altro ex assessore della giunta Seri, andava ad individuare «l’unica infrastruttura di collegamento tra la città e il suo quartiere più a nord».

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