Per i medici del sud era una «malata immaginaria», mentre per i medici del nord era una paziente con un tumore al pancreas in fase terminale. È una triste storia di dolore quella che giunge da Corigliano Rossano attraverso la denuncia in una lettera aperta della figlia di una signora di Corigliano che è deceduta lo scorso 3 dicembre dopo una lunga sofferenza e una storia fatta di negligenze e superficialità. La lettera non solo narra di una diagnosi mai arrivata se non quando per caso si è imbattuta nei medici del Sant’Orsola di Bologna, ma anche della difficoltà di doversi districare tra le maglie della burocrazia solo e semplicemente per assicurare la terapia del dolore negli ultimi giorni di vita della donna. «Questa non è solo la storia di mia madre. È la storia di un sistema sanitario che al Sud troppo spesso abbandona i pazienti, che li tratta come numeri invece che come esseri umani. È la storia di una donna che ha insistito, ha lottato, ha pagato di tasca propria per capire cosa non andasse, e che è stata sistematicamente ignorata». Tutto inizia un anno e mezzo fa.
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