Paracadutisti morti a Fano, choc e pianti tra i compagni: «Se volo è grazie a Violetta». L’istruttore Iddas: «Mai assistito a nulla del…

FANO «Non mi era mai capitato di assistere a qualcosa del genere. È stata Violetta ad avviarmi a questo sport». L’istruttore Michele Iddas ha gli occhi lucidi e lo sguardo provato. Tira fuori soltanto un filo di voce davanti ai microfoni e alle telecamere dei giornalisti accorsi al campo di aviazione fanese, dove lavora dal 2011.

Lo attorniano alla ricerca di risposte sulla tragedia avvenuta a pochi metri di distanza, che è costata la vita ai compagni Ermes Zampa e Violetta Laiketsion che, come lui, amavano questo sport più di ogni altra cosa. Iddas li conosceva ormai da 15 anni, quindi il sapore amaro di quanto successo non riesce proprio a scivolare giù per la gola: si ferma nel mezzo e gli impedisce di parlare quando fa il nome della 60enne riminese. Per non versare lacrime davanti alla telecamere, si allontana per un po’.

 

 

La discesa

A qualche ora di distanza, Iddas ancora non se ne capacita: «A mia memoria, un incidente così è qualcosa di mai visto prima». Non c’è niente o nessuno da incolpare: né gli attrezzi, né le condizioni meteorologiche e nemmeno il vento. Solo un destino beffardo che ha preso di sprovvista anche due paracadutisti esperti come Zampa e Laiketsion.

«Ermes e Violetta, insieme agli altri 12 compagni, si sono lanciati da 4.200 metri d’altezza da terra, in caduta libera» racconta Iddas. Poi, il dispiegamento dei paracadute: «Intorno ai 1.800 metri, che sappiamo di aver raggiunto quando ci arriva il segnale nel mezzo acustico che teniamo all’orecchio e nel dispositivo al polso, ci separiamo e ci prepariamo ad aprire il paracadute. Questo occupa il tempo in cui percorriamo circa 300 metri» spiega l’istruttore.

In emergenza, la cifra si restringe di parecchio («circa 70 metri» aggiunge Iddas) ma non sarebbero comunque bastati ai due sportivi che si sono scontrati a meno di 50 metri d’altezza. «Dall’intreccio dei fili alla caduta saranno passati 3 secondi» spiega l’istruttore. Un tempo che non lascia scampo o speranza di sopravvivenza anche ai migliori paracadutisti.

«Nel momento in cui capisci cosa ti sta succedendo sei già a terra purtroppo» aggiunge. Come tutti gli altri compagni alla Skydive, anche Iddas cerca spiegazioni, ma è difficile essere lucidi in momenti come questi: «Probabilmente non si saranno visti. Magari avevano entrambi un angolo cieco e, in quei casi, si può stare attenti quanto vuoi, ma non puoi farci niente quando succede». Per chi non bazzica le basi del paracadutismo, Iddas cerca di descriverla in maniera più semplice possibile: «È come l’autista di un camion che fa retromarcia e non vede: avranno avuto entrambi dei punti ciechi e sono finiti l’uno contro l’altro».

Lo sconcerto

Ora rimane da capire perché fossero così vicini in caduta Zampa e Laiketsion. Erano scesi uno per prima e l’altra per ultima in un gruppo di 14 persone e va tenuto presente che ogni paracadutista «si lancia alla giusta distanza dagli altri, studia il percorso e come atterrare – specifica Iddas – ognuno fa il suo circuito e poi si vola a vista».

Non se lo spiegano neanche i compagni che si trovavano con loro sull’aereo quale possa essere la causa. «Sono sconvolto – confida Alessandro Anderlucci, anche lui istruttore allo Skydive – Io mi sono trovato più in alto con il tandem. Non ho visto il momento dell’incidente, ma ho notato una vela impigliata e ho pensato immediatamente a un ferito, non certo a queste tragedia immane».

A fare più male è anche il senso di impotenza che si prova quando ci si trova davanti a una tragedia così inaspettata e ancora senza certezze: «Poco prima che ci lanciassimo dall’aereo, avevo parlato con loro. Non me ne capacito» ripete Anderlucci.

Al cordoglio si unisce anche il sindaco di Fano Luca Serfilippi, che ha espresso subito vicinanza ai parenti delle vittime: «Oggi Fano è stata colpita da una notizia dolorosa: all’aeroporto cittadino due paracadutisti hanno perso la vita durante un lancio. A nome mio e dell’Amministrazione comunale esprimo cordoglio e vicinanza alle famiglie».

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