Sanità, il centrosinistra di San Benedetto va all’attacco: «Meritiamo lo stesso peso di Ascoli invece resterà solo un pronto soccorso»

SAN BENEDETTO – La Riviera non ci sta di fronte all’atto aziendale approvato dall’Ast e in particolare il centrosinistra è pronto a dare battaglia per rivendicare il riconoscimento come capoluogo mentre nel centrodestra si loda l’operato della direzione, pur auspicando un miglioramento del Madonna del Soccorso. 

L’incontro

«Sicuramente ci sono aspetti da migliorare – spiega l’ex sindaco Pasqualino Piunti – per questo motivo cercherò di incontrare il direttore dell’Ast Antonello Maraldo nei prossimi giorni. Ma il derby lasciamolo sul rettangolo di gioco dal momento che le competizioni nella sanità hanno portato solo nocumento al nostro territorio. Maraldo, secondo me, ha avuto una partenza promettente. Dobbiamo impegnarci per mettere nelle migliori condizioni di operare i nostri professionisti. Di eccellenze ne abbiamo».

I rischi

In casa del centrosinistra si parla addirittura di un progetto della destra ascolana che avrebbe portato l’ospedale Mazzoni di Ascoli a diventare il vero ospedale unico del Piceno e il Madonna del Soccorso a essere ridotto a un mero pronto soccorso. «La promessa di un ospedale nuovo – tuonano Pd, Cinquestelle, Verdi e Sinistra, Rifondazione, Psi, Dipende da Noi e Progetto Marche Vive – è servita per agire indisturbati nell’opera di svuotare di servizi e reparti l’ospedale sambenedettese. Una situazione inaccettabile considerando sia la storia di San Benedetto, sia il fatto che in estate le presenze aumentano vertiginosamente. Ci batteremo come centrosinistra per far riconoscere il capoluogo Ascoli/San Benedetto per permettere alla nostra città di accedere a opportunità e servizi adeguati alla sua importanza».

L’affondo

«Se il criterio è quello del rivendicare continuamente il titolo di capoluogo della provincia- afferma l’ex consigliere regionale Fabio Urbinati – hanno sicuramente ragione quelli che chiedono anche per la riviera tale titolo. Ora sul nuovo piano di gestione non si tiene conto di tutto questo e si indica come punto nascite prevalente quello di Ascoli, da sempre nettamente con numeri e servizi inferiori a quello di San Benedetto. Questa è la prova che l’ospedale del Piceno su due plessi non funziona. Quindi se le nascite continueranno a diminuire, il punto nascite di San Benedetto dovrà chiudere così come avvenuto a Fabriano. Al segretario provinciale del Pd Francesco Ameli dico che non servono inviti a non praticare il campanilismo quando una parte del territorio che si rappresenta è così penalizzata rispetto ad un’altra».

Le carenze

Intanto la Cisl provinciale denuncia «la gravissima carenza di personale sanitario mentre, sulla vetrina della stampa, appaiono sorrisi smaglianti e dichiarazioni roboanti. Questo è l’assetto organizzativo aziendale, già definito dalla precedente direzione Natalini e bocciato dalla Regione Marche, di nuovo deliberato dall’attuale direzione senza alcun tipo di confronto così come, è stato redatto il piano assunzioni per il triennio 2025-2027. Una organizzazione sanitaria pubblica in crisi a vantaggio di quella privata con le conseguenti gravi ripercussioni sulla comunità Picena».

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