Due soldati americani e un civile sono stati uccisi in Siria in un’imboscata tesa da un uomo armato appartenente allo Stato Islamico. Lo ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) in una nota. Secondo il Comando Centrale dell’esercito statunitense, l’interprete era un cittadino statunitense. Altri tre soldati americani sono rimasti feriti nell’attacco, ha affermato il Centcom, aggiungendo che l’uomo armato è stato ucciso. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che l’aggressore è stato ucciso dalle forze alleate.
L’uomo faceva parte delle forze di sicurezza di Damasco.
Lo sostengono gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani citando proprie fonti attendibili. Gli attivisti hanno quindi rivolto un appello ai ministeri della Difesa e degli Interni, chiedendo loro di liberarsi degli ex membri del regime e di coloro che hanno un’ideologia «Isis».
La coalizione guidata dagli Stati Uniti era stata avvertita di una possibile infiltrazione da parte dei combattenti dello Stato Islamico secondo quanto dichiarato il ministero degli Interni siriano dopo l’attacco. «Erano già stati inviati allarmi dal Comando per la sicurezza interna alle forze alleate nella regione desertica», ha dichiarato il portavoce del ministero Anwar al-Baba in un’intervista alla televisione di Stato. «Le forze della coalizione internazionale non hanno preso in considerazione gli allarmi siriani di una possibile infiltrazione dell’Is», ha aggiunto.
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