Acqua, concessioni in scadenza nel 2027. Fano guarda avanti: «Gestione in house? Possiamo lavorarci»

FANO Quale futuro per l’acqua in provincia di Pesaro e Urbino? Di questo si è parlato ieri mattina nella sala della Cultura nel dibattito “Servizio idrico: percorso per una gestione tutta pubblica” che ha visto la presenza del sindaco Luca Serfilippi, il quale ha sottolineato: «Personalmente non sono contrario a prescindere alla gestione in house del servizio. Sta emergendo la necessità di arrivare a scelte condivise tra i vari sindaci dell’Ambito Territoriale Ottimale. Con alcuni primi cittadini di centrosinistra ci siamo visti e da parte loro c’è un’esclusione a prescindere per ciò che riguarda una possibile gestione in house. Io invece non sono affatto contrario, l’importante è avere sempre al centro l’interesse della nostra comunità, qualunque decisione verrà presa». Perchè questo significa fare politica, ha rimarcato l’ex consigliere regionale leghista, «senza pensare agli interessi specifici di qualcuno». 

Il confronto

Il Serfilippi pensiero passa anche dall’auspicio di un «vero confronto in sede di Ato con tutti i sindaci, da parte nostra metteremo a disposizione uno studio che abbiamo affidato a un consulente. Tutte le scelte verranno prese in totale trasparenza». Tra due-tre anni andranno a scadenza le concessioni per il servizio idrico integrato che nella nostra provincia è gestito da Marche Multiservizi e Aset. Ed è pensando a medio termine che una soluzione concreta potrebbe essere quella della società in house, ovvero di una realtà locale e totalmente pubblica. Il Presidente di Aset Giacomo Mattioli ha sottolineato come «l’azienda sia stata capace di intercettare i bisogni dei territori mettendo in campo investimenti importanti e con un’ottima qualità del servizio».

La scadenza

Cristian Bellucci della Rete per i Beni comuni ha dichiarato che a inizio 2028 in diverse realtà della provincia scadrà la gestione del servizio idrico integrato attualmente in capo a Marche Multiservizi. «Da quel momento dovrà esserci un unico gestore, da individuare con gara europea. Questo potrebbe portare all’arrivo di una multinazionale ma un’alternativa potrebbe essere la società mista-pubblico privato (individuato con gara europea) oppure un’unica società con totale capitale pubblico. No a multinazionali per la gestione dell’acqua pubblica». Maurizio Franca ha ricordato che le concessioni in capo a Marche Multiservizi (54% di capitale sociale in mano a soci pubblici e il 46% in mano a Hera, ndr) scadranno a fine 2027 mentre 12 mesi dopo sarà la volta delle concessioni di Aset. «In caso di gara, potrebbero prendervi parte anche altri soggetti privati, con obiettivo la massimizzazione del profitto». Fondamentale dunque una visione strategica che metta al centro l’interesse della collettività, ha ribadito Franca.

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